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Seravezza Blues Festival, dodicimila presenze ai concerti e un’ottima ricaduta sul territorio

Seravezza Blues Festival, dodicimila presenze ai concerti e un’ottima ricaduta sul territorio

Bilancio molto positivo per la rassegna, grazie a grandi eventi e grandi ospiti

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SERAVEZZA. C’è stato un lungo momento, domenica sera, in cui Lachy Doley e il pubblico del Seravezza Blues Festival sembravano un tutt’uno. Più che nei numeri – le presenze complessive stimate sono curca 12mila, in linea con il 2022 –, il vero successo della kermesse internazionale che per tutta la scorsa settimana ha animato l’area Medicea risiede nella capacità di aver coinvolto il pubblico di ogni età, unito dalla passione per la musica.

«Vedere una manifestazione nata dal nulla ottenere un riscontro simile è un sogno: il Seravezza Blues Festival negli anni è cresciuto, divenendo un appuntamento centrale nel panorama culturale della Versilia, grazie a una qualità artistica di primo livello e a un insieme di elementi che lo rendono un’esperienza coinvolgente. A noi non interessa andare ossessivamente alla ricerca del record di spettatori, abbiamo un pubblico fidelizzato che ci segue con calore e passione. La vera sfida è consolidarci sempre più, rimanendo coerenti con la nostra identità», sottolinea Luigi Grasso, che coordina l’organizzazione generale del Festival.

Il concerto di Lachy Doley, musicista e compositore australiano, astro nascente del nuovo soul-rock mondiale che con il suo organo Hammond ha letteralmente infiammato gli spettatori, accorsi in migliaia nel Parco di Palazzo Mediceo per assistere alla sua travolgente performance, è stato la miglior chiusura possibile di una rassegna lunga una settimana, cominciata con le tre serate della rassegna “Il cinema del Diavolo” proseguita con lo spettacolo teatrale “Un uomo chiamato Bob Dylan”, portato in scena da Ezio Guaitamacchi, Davide Van De Sfroos, Andrea Mirò e Brunella Boschetti (anche in questo caso con una partecipazione di rilievo), prima di lasciare spazio alla musica dal vivo con la finale del contest “Road to Seravezza Blues” vinta dai Mandarin Punch e con il concerto dei The Cinelli Brothers (quella di Seravezza è stata l’unica data italiana del 2023 del gruppo inglese fondato dai due fratelli italiani, Marco e Alessandro Cinelli). La direzione artistica del Festival è affidata a Giovanni Grasso.

«La marcata affluenza del pubblico ha garantito un indotto economico non solo per l’area Medicea, ma per tutta la città di Seravezza e anche le zone limitrofe: siamo contenti perché in questo modo possiamo generare una ricaduta positiva sul territorio locale», aggiunge Grasso.

La solidarietà è un altro elemento centrale del Seravezza Blues Festival: le donazioni di questa edizione saranno destinate alla Fondazione Monasterio e contribuiranno alla costruzione di una casa per bambini cardiopatici. La cifra verrà resa nota a breve.

Molto apprezzato il Blues Village, un’area espositiva di tremila metri quadri curata dall’architetto Francesco Del Greco, allestita sempre nel Parco di Palazzo Mediceo, con stand enogastronomici e la mostra-mercato dedicata alla liuteria. Il Seravezza Blues Festival è una manifestazione dell’associazione culturale Alexandre Mattei (presieduta da Giuseppe Campatelli), prodotto da The Hive Project in collaborazione con il Comune di Seravezza e la Fondazione Terre Medicee, sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca e Fondazione Banca Credito Cooperativo Versilia e Lunigiana.

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