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Versilia

Moda

Una stilista viareggina di 23 anni conquista New York con i suoi capi

di Donatella Francesconi
Una stilista viareggina di 23 anni conquista New York con i suoi capi

Claudia Aubert segue le orme della nonna che realizzava scarpe artigianali

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VIAREGGIO. La passione per moda e stile ereditata da nonna Fiorenza Venturi, viareggina, artigiana che realizzava calzature artigianali di pregevole fattura e che le ha trasmesso l’amore per l’artigianalità e la cura dei dettagli, e gli studi all’Istituto Modartech di Pontedera hanno creato il mix vincente che ha portato Claudia Aubert, 23 anni, a lavorare e vivere a New York. «Quando mi hanno chiamata è stato come se si stesse avverando un sogno», racconta Claudia: «Seguivo già da tempo Area, azienda specializzata in artigianato di qualità, sviluppo tessile e decorazioni innovative, e grazie all’Istituto Modartech, dove mi sono laureata, ho avuto la possibilità di collaborarci attraverso un tirocinio di sei mesi. Al termine del quale l’azienda ha deciso di offrirmi un contratto di assunzione». Oggi Claudia lavora nel Dipartimento ricami e accessori di Area. Il suo stage è stato organizzato grazie anche ai fondi europei del progetto Erasmus+ reperiti dall’Istituto Modartech che offre annualmente borse di studio da assegnare, tramite bando, agli studenti che intendono fare esperienze di mobilità in Paesi stranieri, nel quadro di accordi internazionali regolamentati dal Programma comunitario Erasmus.

La giovane fashion designer ricorda così l’arrivo negli Stati Uniti: «Quando sono arrivata a New York mi sono resa conto che la mia preparazione era più completa rispetto a quella dei miei coetanei europei. La formazione in ambito moda, in Italia, è superiore agli altri Paesi e questo l’ho potuto toccare con mano. Tuttavia, non sarei riuscita a ottenere il lavoro che ho senza una buona dose di passione e spirito di sacrificio. Ricordo che i primi tempi ho passato anche intere nottate in ufficio, nei periodi di avvicinamento alle sfilate, perché volevo imparare, approfondire e non fare il solito “compitino”. Credo che questi sforzi, alla fine, mi abbiano premiata».

Originaria di Viareggio, al termine degli studi Claudia ha presentato la personale collezione “Head in the Claut”, ispirata al movimento dadaista, che le è valsa la collaborazione con l’azienda “Area”. «Volevo realizzare «una collezione che parlasse delle mie passioni, ovvero la moda e l’arte e che fosse anche il mio biglietto da visita. Per gli abiti ho scelto di utilizzare materiali ecosostenibili e rigenerati, per realizzare qualcosa di nuovo, così come il dadaismo che estrapolava dal contesto oggetti della vita quotidiana, trasformandoli i qualcosa di diverso e inedito. Nella collezione di Claudia – sottolinea l’Istituto Modartech che sottolinea la propria didattica « che mette in costante relazione lezioni teoriche a laboratori pratici, direttamente con le aziende, in modo da offrire agli studenti un vantaggio competitivo sul mercato» – «i pensieri sono messi a nudo e i confini tra abito, corpo e spazio si dissolvono tra tessuti in tela, jeans second hand, stampe transfer, crochet, ricami handmade e agugliature».

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