Gioco
Lido di Camaiore, picchiato vicino al luna park da un gruppo di bulli
Parla la madre del quindicenne colpito, che si è rivolta ai carabinieri
LIDO DI CAMAIORE. Una serata da incubo per due ragazzi di quindici anni che giovedì sera (6 luglio) poco dopo le 21 si sono diretti verso il Luna Park appena partito in viale Kennedy.
Dovevano incontrare nel parco divertimenti altri due amici: ma non hanno fatto in tempo ad arrivare che sono stati accerchiati da un gruppo di bulli, più o meno coetanei, che hanno iniziato prima a schernirli e poi a picchiarli: calci e pugni senza pietà, senza un motivo scatenante: per picchiare e basta.
A raccontare l’accaduto, prima attraverso i social e poi al Tirreno che l’ha contattata personalmente, è stata la mamma di uno dei due ragazzi, tornato a casa dolorante e con un labbro tumefatto. Non solo: il ragazzo era impaurito, terrorizzato dalla terribile esperienza che aveva appena attraversato. «A un certo punto ho chiuso gli occhi sperando che tutto quell’orrore finisse al più presto», ha detto il ragazzo alla madre raccontando quei minuti infiniti.
«Quei ragazzi – racconta la madre del giovane – si sono rivolti a mio figlio con una scusa, dicendogli “cosa hai da guardare”. Lui ovviamente non li aveva guardati per nienti, stava semplicemente andando al luna park con un amico per incontrarne altri due. E non era un’ora tarda, ma erano da poco passate le 21. Sarebbe tornato a casa comunque al più tardi alle 23. Uno dei ragazzi di quel gruppo – racconta ancora la madre – ha cominciato a colpirlo: gli ha sferrato un pugno sul labbro e uno sulla guancia, mentre un altro lo teneva. Lo hanno colpito con un calcio alla schiena e hanno continuato a tirargli pugni tra la testa e il collo». Poi lo hanno rilasciato, e il quindicenne ha fatto ritorno a casa, dove i familiari sono rimasti scioccati.
La madre del quindicenne ferito ieri mattina si è rivolta ai carabinieri per esporre il fatto capitato al figlio. Dai social è arrivata grande solidarietà al ragazzo e alla famiglia. E da tutti, compresa la persona che lo ha visto così malconcio e lo ha aiutato, la richiesta di intervenire per riportare sicurezza.
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