Proteste
Viareggio, schianto in Darsena: preghiere e messaggi per Leonardo ed Emma
I due giovani coinvolti nel terribile scontro stradale sono monitorati costantemente all’ospedale di Cisanello
VIAREGGIO. È una lotta corpo a corpo quella ingaggiata dai medici dell’ospedale di Cisanello con le condizioni cliniche di Leonardo Brown, 23 anni a settembre, ed Emma Genovali, due anni più giovani, legati da un amore bello come solo a questa età. I due ragazzi sono vivi, vengono tenuti monitorati attimo dopo attimo, ed Emma ha affrontato ieri la prima giornata dopo il lungo intervento chirurgico al quale è stata sottoposta mercoledì. Lo stesso mercoledì che si è concluso con un momento di preghiera nella chiesa di Don Bosco – a parrocchia di Leonardo – organizzata dal gruppo Scout.
Emma e Leonardo sono i figli di tutta la città che li ha visti crescere e della Versilia che trepida per loro. Non c’è luogo di Viareggio dove non si parli di loro, dove non si commenti il terribile incidente accaduto in Darsena. In un tratto di viabilità – quello vicino al Nautico Artiglio – che soprattutto al mattino è quasi uno snodo da autostrada, tra traffico dei cantieri, mezzi diretti al mare, traffico della scuole seppure ridotto in questo periodo, auto e furgoni che entrano ed escono dal parcheggio. Con una mancanza di segnaletica chiara, sia verticale che orizzontale, su precedenze, stop e direzioni da seguire.
Starà alla polizia municipale di Viareggio che ha eseguito i rilievi mettere nero su bianco la ricostruzione dell’incidente. E poi saranno i legali delle famiglie dei due giovani a pretendere il massimo della chiarezza e della certezza sulle responsabilità. Anche se in questo momento è prioritaria la salute di Leonardo ed Emma, e solo questo conta e conterà.
Salute per la quale in tanti pregano, non solo tra coloro che conoscono le famiglie e i loro due figli. Ragazzi di quella “meglio gioventù” che è tutto tranne che “sdraiata” come troppe volte la si vuole raccontare.
Entrambi diplomati, Leonardo ed Emma sono due giovani viareggini che il futuro l’hanno ben chiaro e hanno iniziato a costruirselo attraverso le passioni coltivate. Prima tra tutti la musica che li unisce e che vede Emma diplomata all’artistico Passaglia di Lucca (indirizzo musicale), ma anche voce del gruppo Arkadia Audio Lab che produce musica e video artistici, oltre a tenere serate.
E poi il lavoro, per quell’indipendenza che a questa età serve come l’aria, entrambi benvoluti da colleghi e datori di lavoro: per Emma al PuntoPizza sul Lungomare di Lido, per Leonardo in un locale di Pietrasanta. Leonardo che, sportivo e fratello maggiore di un bambino ancora piccolo, si dedica ai giovanissimi portieri, ma anche alla solidarietà concreta, impegnato nel gruppo dopo-cresima della parrocchia di Don Bosco, dove tutte le volte che ha potuto ha dato una mano alla preparazione e allo smistamento dei capi destinati ai più bisognosi.
Si fa fatica a stare dietro alle mille attività che costituiscono la vita quotidiana dei due giovani fidanzati, tante sono, sempre circondati dal gruppo di amici che a questa età è consolidato e sempre presente. Due ragazzi poco più che ventenni, Leonardo ed Emma, dalle vite piene, sempre in movimento, per sé ma anche per gli altri. E fa ancora più rabbia a tutti saperli, oggi, in un letto di ospedale impegnati in ben altra battaglia, mentre li aspetta il mare tanto amato che martedì mattina non li ha visti arrivare.
«Questi sono Emma & Leonardo», scrive la madre di Leonardo sui social nella giornata della preghiera a Don Bosco, pubblicando alcuni video della veglia: «Dimenticatevi quello che avete visto e sentito in questi giorni». Ed è il messaggio più forte e giusto che sia possibile in questi momenti che nessun genitore dovrebbe mai trovarsi ad affrontare.
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