PIETRASANTA. Un ritorno “a casa” generoso per adrenalina ed emozioni quello di Bu Cuaron, cantante, cantautrice e produttrice italo messicana, che si è esibita, per la prima volta, sul palco del Festival La Prima Estate a Lido di Camaiore. Ritorno a casa perché Bu, figlia del regista premio Oscar Alfonso Cuaron e di Annalisa Bugliani, a Pietrasanta e in Versilia è cresciuta e ha vissuto fino a pochi anni fa prima di trasferirsi a Londra. E qui ha affetti, amicizie e luoghi del cuore. Ma è sempre stata la musica, fin da bambina, l’innesco dell’anima artistica di Bu Cuaron che ha studiato al Conservatorio Boccherini di Lucca. «Ho iniziato – dice – a scrivere canzoni da bambina e a produrre a 14 anni».
Com’è stata la tua prima volta su palco?
«Dopo lo show molte persone mi hanno chiesto come mi sentissi e non sapevo cosa rispondere. Ero esausta e non avevo mai avuto una scarica di adrenalina così forte. Ci ho messo due giorni per processare veramente quello che era successo: non solo il fatto che avessi finalmente avuto il mio primo concerto, ma che avessi aperto per Metro Boomin, uno degli artisti più grandi e rispettati del pianeta. E tutto questo davanti a migliaia di persone per la prima volta nel luogo in cui ero cresciuta. Un fatto è certo: avevo solamente voglia di farlo di nuovo».
Il fatto di esibirti a due passi da dove sei cresciuta ti ha aiutato o frenato?
«Credo che il paradosso più strano è stato il fatto di esibirmi davanti a miei coetanei. Una ragazzina fra tanti ragazzini. Prima e dopo il concerto siamo stati parte dello stesso gruppo e abbiamo parlato lo stesso linguaggio. Il pubblico non ha compreso solo le mie parole, ma anche la mia calligrafia e questo ha cambiato completamente tutto per me».
Fra il pubblico c’erano anche i tuoi familiari?
«Sì e ho pure ballato le canzoni di Metro Boomin con Nonna Pina dopo lo show. C’erano tanti compagni di scuola, tanti amici: credo che siano rimasti sorpresi dal tipo di performance che ho fatto. Nessuno ha visto niente in anteprima del mio concerto. Ho cantato 11 canzoni, in inglese, italiano e spagnolo».
Il tuo singolo di debutto, “Psyco”, ha fatto parte della colonna sonora del film Roma che vide come regista tuo padre Alfonso: a cosa stai lavorando adesso?
«Sto sempre lavorando a qualcosa. In questo periodo il mio impegno è rivolto all’uscita del mio primo Ep, programmato nel mese di settembre. Suono, scrivo e produco tutti i giorni. Forse solo il tempo dirà cosa uscirà dalla mia camera mia o no».
Quanto ti è stato aiuto e quanto di ostacolo avere in famiglia un genitore così famoso in tutto il mondo come tuo padre Alfonso?
«Credo che il mio più grande privilegio sia stato quello di crescere in un ambiente molto creativo, spronata dai miei genitori a esprimermi. Ma il percorso musicale l’ho portato avanti da sola, nessuno in famiglia si è intromesso e questo l’ho apprezzato molto. Scrivo, peraltro, anche con mio fratello: lui è un piccolo genio».
A Pietrasanta e in Versilia torni appena puoi: hai dei luoghi i del cuore che mai dimenticherai?
«Amo piazza Duomo. Quanti momenti, quanti ricordi legati a quella piazza. E poi adoro andare con l’auto lungo il viale Apua. Ho letto che vogliono tagliare gli alberi. Non scherziamo: gli alberi non si toccano».