Il Tirreno

Versilia

Viareggio, sta pitturando il garage e gli sparano pallini di piombo alle spalle

di Matteo Tuccini
Viareggio, sta pitturando il garage e gli sparano pallini di piombo alle spalle

Ha sentito un sibilo e un dolore lancinante alla schiena. «Io sotto choc: mi sono rivolto alle forze dell’ordine dopo le cure del pronto soccorso»

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VIAREGGIO. Stava pitturando il garage della propria abitazione in centro città, quando all’improvviso ha sentito un sibilo. Seguito da un dolore lancinante alla schiena.

«In un primo momento non riuscivo a capire cosa stesse succedendo: sentivo solo un dolore tremendo e mi sono accasciato. Poi ho visto i pallini di piombo e ho capito: qualcuno mi aveva sparato con un’arma ad aria compressa».

A raccontare l’accaduto è un uomo, che ha chiesto di restare anonimo, e che vive in via San Martino. Secondo quanto riferisce l’uomo – che è finito al pronto soccorso del Versilia e poi si è rivolto alle forze dell’ordine – tutto è avvenuto nel pomeriggio di sabato scorso.

«Stavo facendo dei lavoretti di casa, in particolare sul garage – ricostruisce l’uomo – Ero tranquillo, fino a che non ho sentito quel sibilo. Qualcosa che fendeva l’aria. Poi una fitta alla schiena, davvero difficile da sopportare anche se sono di costituzione robusta». Dopo lo smarrimento iniziale, ecco la presenza dei cosiddetti “piombini”: pallini di piombo «che evidentemente erano stati sparati da un fucile ad aria compressa – sostiene l’uomo – da qualche parte, anche se è difficile dire da dove». Ancora sotto choc, l’uomo va al pronto soccorso del Versilia. «Chiaramente – prosegue – ho deciso di raccontare tutto alle forze dell’ordine, sia ai carabinieri che alla polizia che ora sta indagando. Formalizzerò la denuncia a breve, ma mi è stato detto che si sta già cercando di capire cosa sia accaduto».

Episodi simili sono avvenuti anche in altre città, in seguito a liti tra vicini. «Però io ho buoni rapporti con tutti, anche con chi è un po’ più teso della media – assicura l’uomo – Discussioni possono capitare, tra chi vive nello stesso quartiere o nello stesso condominio; eppure posso garantire che non è il mio caso. È per questo che non mi so spiegare le ragioni di un gesto simile». Può anche darsi che si tratti del gesto di uno squilibrato, quindi senza alcuna motivazione concreta. «Non lo so – replica l’uomo – Ora però ho paura. Sono stato colpito io, che sono grande e grosso, e poteva andarmi peggio: per esempio il “piombino” poteva arrivarmi in testa, o su un occhio. Ma cosa sarebbe successo se fosse stata colpita mia moglie, o qualcun altro parente?». Tra l’altro le armi ad aria compressa, per quanto non siano considerate armi vere e proprie – devono portare un tappino rosso sulla canna – sono soggette a limitazioni. Non possono uscire dal domicilio ed è proibito usare pallini di piombo come proiettili.


 

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