Il Tirreno

Versilia

Lutto

Viareggio piange Vinicio Rovai, l’artista che fu preside dello Stagi

di Michele Morabito
Viareggio piange Vinicio Rovai, l’artista che fu preside dello Stagi

Vittima di un malore che lo ha colpito nel suo studio di via Cannoreto

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PIETRASANTA. È morto Vinicio Rovai, una vita al servizio dell’arte e della scuola, un binomio che aveva trovato la sua fusione nella Scuola d’arte Stagio Stagi di cui era stato apprezzato preside fino al 2010, anno in cui era andato in pensione. Era un pietrasantese doc, nato e cresciuto nella città che ha servito con il suo lavoro ma anche per qualche mese come amministratore pubblico, essendo stato assessore nel 1993 con la prima giunta Nicolai quando gli fu affidata la delega alla pubblica istruzione.
Vinicio Rovai era un artista di razza. Se lo è portato via un malore che lo aveva colpito sabato mentre era nel suo studio di via Cannoreto, l’antica casa che aveva trasformato in un museo e in un laboratorio di idee, un buen ritiro da artista in cui negli anni trasformava le emozioni artistiche in opere d’arte, plastica, dipinti, disegni.
Rovai l’arte l’aveva nel sangue: era stato alunno alle elementari di Danilo Orlando e da giovanissimo aveva iniziato a frequentare lo studio di Franco Miozzo, che fu suo insegnante anche all’Istituto d’arte di Pietrasanta, nel quale conseguì il diploma di Maestro d’Arte nel 1962. L’anno prima, a sedici anni, aveva vinto il primo premio alla Mostra del marmo di Carrara.
Dopo una breve esperienza lavorativa come disegnatore, riprese gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, sezione Scultura, dove incontrò come insegnante Carlo Sergio Signori. Gli studi li completerà però all’Accademia di Firenze.
Allora Pietrasanta stava vivendo il suo momento di splendore e Rovai frequentò lo studio di Sem Ghelardini e Franco Cervietti, entrando in contatto con i maestri dell’arte contemporanea di quegli anni – Arp, Moore, Adam, Consagra, Bloch, Finotti – prima di passare all’insegnamento a Lucca e poi all’Istituto d’arte di Pietrasanta di cui diventò preside nel 1980 fino al 2010.
Impossibile fare una sintesi di tutte le mostre personali e collettive che lo hanno visto protagonista, da Parigi a Sant’Anna di Stazzema. Per lui l’arte era un mezzo per esprimere una dimensione personale ma anche per dare un messaggio etico, un’arte che entra nella realtà come denuncia.
Per breve tempo si dedicò anche al bene pubblico come assessore della prima amministrazione di Manrico Nicolai, incarico a cui rinunciò dopo qualche mese. Il sindaco Nicolai lo ricorda come amministratore ma soprattutto come artista.
Rovai era innamorato di Pietrasanta che teneva sempre nel cuore insieme alla famiglia, la moglie Paolina che lo ha accompagnato per tutta la vita, le figlie Chiara e Ilaria, i generi Luca Mori e Simone Vecchio, che gli hanno regalato Beatrice e Francesco e Lorenzo e Benedetta, l’ultima arrivata da poco meno di un anno.
Resta per una generazione il ricordo del preside dello Stagi, che sotto la sua direzione conoscerà la massima espansione, una scuola che aveva plasmato secondo le sue idee, civile, democratica, capace di preparare non solo bravi alunni ma cittadini del mondo. Il caso ha voluto che gli ultimi suoi istanti prima del malore fossero nel luogo che più gli somigliava, il suo studio, immerso nella natura, in cui aveva realizzato oltre 500 sculture e 3000 disegni e studi. 

 

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