Il Tirreno

Versilia

Strage La città sfila in corteo: «Viareggio non dimentica»

di Donatella Francesconi
Strage La città sfila in corteo: «Viareggio non dimentica»

Il ministro Salvini: incontrerò i familiari delle vittime. Giani: al loro fianco. La segretaria del Pd Schlein: continueremo a batterci per verità e giustizia

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VIAREGGIO. In corteo tenendosi per mano. Lui, ancora bambino ha solo 8 anni. Il padre ne ha 41, e 14 anni fa – quel 29 giugno di fuoco, distruzione, morte – era un giovane adulto. Oggi, con quella manina stretta nella propria, racconta mentre il corteo sfila in Passeggiata al figlio: le foto dei bambini che quella notte morirono, le cisterne, il gas, come il gas si può trasformare in fuoco. Il bimbo chiede, vuol sapere, dice la sua. Così si parlano mentre camminano lungo una Passeggiata che ha dato il meglio di sé: tante le saracinesche abbassate, luci spente nelle verande, i clienti delle attività commerciali in piedi, in silenzio, a vedere il corteo che scorre, affollato come sempre, anno dopo anno.

Certo, tra le tante voci che si mescolano allo scalpiccio dei piedi, anche quelle dei giovanissimi che al telefono con gli amici raccontano: «Oh, qui c’è una sfilata di ambulanze». Ma il ragazzino non fa in tempo a finire la frase: «No, è l’anniversario per la strage di Viareggio», lo “strapazza” una donna. E l’adolescente si sente di dover immediatamente correggere il tiro con il suo interlocutore telefonico.

È Viareggio che sfila ancora una volta. Ci sono le associazioni di volontariato e gli scout, tutti in divisa nonostante la serata caldissima. Ci sono i sindacati, i comitati dei lavoratori, le associazioni che si occupano di ambiente. E le Istituzioni: i Comuni della Versilia con sindaci e vice sindaci, la Regione Toscana con l’assessore ai trasporti Stefano Baccelli, ex parlamentar insieme ai colleghi in carica. E c’è la politica tutta, non c’è colore che divida la sera del 29 giugno. E poi ci sono i tanti che attendono sulla soglia di casa, sui marciapiedi a gruppetti indossando la maglietta dell’associazione dei familiari delle vittime, dai balconi. È la Viareggio bella che non dimentica e che ancora si stringe alle sue vittime e alle loro famiglie che a fine novembre dovranno tornare in Cassazione, per un’ennesima sentenza.

Tra le notizie della giornata di ieri, la conferma di quanto annunciato dai familiari delle vittime nei giorni scorsi. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha scritto su twitter: «Incontrerò presto i familiari delle vittime che, ancora oggi, chiedono giustizia».

La segretaria nazionale del Partito democratico ha voluto assicurare, ancora una volta: «Continueremo a batterci per chiedere verità e giustizia. Con e sopratutto per i familiari delle vittime. E continueremo anche a chiedere più controlli e più sicurezza sui luoghi di lavoro. E lo faremo non solo il 29 di giugno ma, questo è il nostro impegno, con un lavoro da portare avanti durante tutto l'anno. Per non dimenticare e perché non ci siamo mai più stragi come quella della stazione di Viareggio».

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha espresso così la vicinanza ai familiari delle vittime: «Il corteo che ogni 29 giugno si svolge a Viareggio sta a testimoniare il nostro pensiero e il ricordo per le trentadue vittime e la nostra solidarietà ai familiari, che hanno perso il loro cari tutti incolpevoli, tutti morti per una mancata cautela e il mancato rispetto di normative di sicurezza che portarono a far passare materiale incendiario nella stazione e a generare questa terribile strage».

I deputati e senatori del Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli, scrivono: «Morire quando si crede di essere al sicuro, nelle proprie abitazioni, a causa di carenze nella manutenzione dei convogli, di protocolli insufficienti, di convenzioni logistiche scellerate che hanno permesso passaggi ad alta velocità di treni con carichi esplosivi nelle stazioni in prossimità di edifici e centri città, è inaccettabile».

Anche Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, tocca il tema della sicurezza sui binari: «Da quella notte Viareggio porta nel cuore una ferita che non si rimarginerà mai e che anzi, a distanza di anni, ancora brucia. Brucia perché con un livello di sicurezza e manutenzione adeguato, quella carneficina si sarebbe potuta evitare».

In via Ponchielli, quando si è fatta quasi mezzanotte, risuonano le parole simbolo di questa notte da 14 anni: i nomi delle 32 vittime, letti – uno dopo l’altro – dagli studenti del liceo Scientifico.

 

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