Sicurezza
Strage di Viareggio, anche i macchinisti in lotta: «Presenti in piazza per chiedere sicurezza»
Come tutti gli anni i fischi dei treni accarezzano la città a ogni passaggio
VIAREGGIO. Il prossimo 20 luglio i ferrovieri del Coordinamento macchinisti Cargo di Ferrovie tornano a incrociare le braccia, arrivando così al decimo sciopero consecutivo. Oggi saranno davanti alla stazione di Viareggio e lo loro parole apriranno il corteo che sfilerà per le strade della città, fino a raggiungere via Ponchielli. Anche per ricordare il ripetersi di incendi agli impianti frenanti che montano suole del tipo “LL”. Come quello accaduto alla stazione di Viareggio il 3 febbraio scorso, quando un treno carico di Gpl è entrato in stazione a Viareggio accusando un principio di incendio, sul quale è intervenuto per primo il macchinista avendo in dotazione un semplice estintore.
Dalla assemblea che si è tenuta lo scorso maggio è nato un gruppo di lavoro che ha elaborato un questionario per le «rivendicazioni su un contratto giusto, umano e che vada a rispettare la salute e la sicurezza dei lavoratori e non solo. Due elementi che significano», spiegano i ferrovieri, «anche qualità del servizio offerto».
Inoltre, il Coordinamento macchinisti Cargo ha messo a punto uno studio in merito degli impianti frenanti che montano le suole che si surriscaldano. Perché, come unica soluzione tra quelle adottabili «si è scelto di attribuire tutta la responsabilità al macchinista. Viviano sempre con la paura che possa accadere qualcosa e che si possa essere noi gli unici responsabili».
I ferrovieri del Coordinamento saranno a Viareggio, oggi, per il 14 esimo anniversario del disastro ferroviario del 29 giugno 2009: «È spontaneo legare la nostra vertenza a quanto accaduto a Viareggio, 14 anni fa». Anche in considerazione degli ultimi incidenti gravi accaduti la scorsa primavera in Toscana. Compreso un tamponamento tra treni che poteva costare la vita ai macchinisti. «Apprendiamo le cose che riguardano la sicurezza ferroviaria dai giornali: tra il tamponamento e il sequestro dello scambio effettuato dalla Procura, su quello stesso scambio potevamo passarci? Questa è la domanda che tutti ci facciamo». Un sequestro dello scambio al quale si è arrivati – scrive la Procura di Firenze – «in quanto la situazione di quel tratto di binario è rimasta invariata e potrebbero ripetersi eventi simili, dalle conseguenze ancora più gravi, rispetto a quelle già verificatisi».
La storica rivista dei ferrovieri “Ancora in Marcia” ricorda: «Vogliamo essere a fianco dei familiari delle vittime, che oltre ad aver subito delle perdite inestimabili, sono ancora in attesa che venga fatta giustizia. Per tutta la giornata del 29, saremo di nuovo presenti con i fischi dei nostri treni per la dolorosa ricorrenza. Questo semplice gesto è il nostro contributo alla memoria delle vittime, una carezza speciale dei ferrovieri alla città e ai loro familiari ma è anche il modo per “far sentire” e ricordare a tutti che vogliamo più sicurezza sui binari».
L’invito è rivolto ai macchinisti di tutti i treni in arrivo, in partenza e in transito nella stazione di Viareggio, dalla mezzanotte e durante tutta la giornata del 29 giugno: «Emettere lunghi e ripetuti fischi per dimostrare l’affetto e la vicinanza di tutti i ferrovieri. Le autorità saranno informate che i fischi non sono di “allarme”, ma un segnale di solidarietà in occasione della ricorrenza».
I treni «gridano allarme», ripetono i familiari delle vittime della strage di Viareggio, sempre sostenuti da Assemblea 29 giugno e dai tanti oggi ex ferroviari che ne fanno parte. «Nella zona di Firenze in venti giorni sono avvenuti quattro incidenti», ricorda Assemblea 29 giugno: «Il 17 aprile due treni merci si tamponano a Olmatello; ed è del 20 aprile il deragliamento di un treno merci a Firenze Castello che poteva causare un disastro. Pochi giorni dopo sviano due treni diretti in deposito. È con la lotta – come questi ferrovieri del Coordinamento macchinisti Cargo per le condizioni di lavoro – che si difende la sicurezza di tutti e tutte».
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