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Versilia, allarme personale in piena stagione: «Costretti a chiudere prima»
In maggiore difficoltà i ristoranti: «Il lavoro è molto cambiato»
VIAREGGIO. Esiste un rischio tangibile, per gli esercizi commerciali, di chiusure settimanali in piena estate per carenza di personale. È il quadro che potrebbe verificarsi per tante attività, a causa della mancanza di lavoratori stagionali. «Purtroppo – dichiara Sabrina Gabrielli, proprietaria del ristorante Casablanca a Viareggio – il problema della carenza di personale c’è. E non ci sono i professionisti specializzati. Le difficoltà riguardano tutti gli esercizi». E alla domanda se si possono ipotizzare chiusure settimanali anche nella fase apicale della stagione, per la mancanza di personale, Gabrielli non ha dubbi: «Il rischio c’è. C’è anche un bel cambiamento nella ristorazione, anche negli orari di servizio. I clienti spesso mangiano solo un piatto in maniera rapida. Tanti esercizi continuano a chiudere per il giorno di riposo quando invece negli anni scorsi d’estate non si chiudeva. Tanti fanno questa scelta perché non vale la pena stare aperti oppure sono carenti di personale. Per ora – conclude – non c’è molto lavoro. A maggio è calato di circa il venti per cento rispetto allo stesso mese del 2022 e anche a giugno la situazione non è buona».
Più ottimismo, anche se la preoccupazione rimane, dai negozi di Lido di Camaiore. Spiega Carmelo Donzella, presidente dell'associazione commercianti: «Le difficoltà, contrariamente a quello che si pensava, ci sono anche quest’anno. Pensavamo che con la revisione del reddito di cittadinanza avremmo trovato più facilmente personale». Il settore più penalizzato, per Donzella, «è quello della ristorazione, ma anche i negozi non trovano facilmente commessi o apprendisti. Negli anni pre Covid tutte a primavera, ma spesso anche in inverno, arrivavano pacchi di curricula, invece ora da qualche anno ne arrivano pochi o nessuno. Anche per i bagni non va meglio: mancano anche bagnini e aiuto bagnini, sono state assunte persone di una certa età». Per i negozi, Donzella non vede il rischio di chiusure settimanali. «Non penso – spiega – che ci sia questo rischio. Nella mia categoria riusciamo a compensare lavorando noi titolari più a lungo, stringendo i denti. Voglio proprio sperare che non si arrivi a chiusure anticipate o turni di riposo».
Dello stesso avviso Manuel Sakay di Confesercenti, il quale vorrebbe capire «anche il punto di vista dei potenziali lavoratori, vorrei chiedere ai giovani i motivi per cui non vogliono fare questo mestiere. Saperlo sarebbe utile anche a noi commercianti. Quest’anno c’è molta più carenza di personale, si vede di più rispetto ad altri anni. La situazione è delicata – prosegue –. I problemi sono tanti, uno di questi riguarda, tendenzialmente, la volontà di lavorare domenica e festivi. Questa è una vita di sacrificio. D’altra parte bisogna vedere dove vai a lavorare e la retribuzione. Non farei previsioni sulla stagione – conclude –. Io ho sempre chiuso domenica e festivi ma perché sono lontano dal mare e la mia zona mi permette questa scelta. Per gli esercizi commerciali nelle aree più turistiche, credo che i titolari si debbano rimboccare le maniche, per evitare chiusure settimanali per carenza di personale. I problemi sono anche diversi da zona a zona: cambia molto la situazione da Torre del Lago a Forte dei Marmi».
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