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«La nostra lunga lotta contro il cancro»: il racconto dei giovani ex pazienti
Torre del Lago, presentato il libro “Parole in circolo” che contiene scritti, parole e disegni dei ragazzi che hanno affrontato la malattia: «Quando ho scoperto di essermi ammalata stavo vivendo il periodo più bello della mia vita»
VIAREGGIO. Una vita che le ha «levato la matita dalla mano»: così Alessia Risola, 25enne di Torre del Lago, racconta la malattia che l’ha portata a incontrare il reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Pisa. Sceglie la poesia, Alessia, nel partecipare al libro “Parole in circolo” (Pacini editore) scritto da sette giovani e curato da Francesca Petrucci, contenente scritti, poesie, disegni. «In quel momento della mia vita io non avevo più il controllo», racconta Alessia alla presentazione del volume avvenuta venerdì pomeriggio a Torre del Lago. Vicino a lei e a loro c’è, come sempre, Luca Coccoli, uno dei medici del reparto del Santa Chiara diretto da Gabriella Casazza. Insieme ad Ambra Tomei, conosciuta in reparto, Alessia ha una pagina Instagram – “Tumore Arcobaleno” – che si presenta come «gruppo di supporto, confronto e conforto». Il racconto di Alessia non contiene giri di parole: «Lo vivi quotidianamente anche quando è finita. Ma la vittoria è essere qui a condividerla con loro», dice indicando i compagni di viaggio. E aggiungendo: «Leggete la nostra pagina e interrogatevi un po’ sul desiderio di vita».
Quando Ambra Tomei si accorge di essersi ammalata – così la mente torna indietro nel tempo – «era il momento più bello della mia vita: da due mesi mi ero laureata e lavoravo con i bambini». Nel libro, le sue parole sono tutte concentrate sulla voglia di vivere, anche quando «ci sentiamo come sospesi nel vuoto». Ambra prosegue: «Ho utilizzato un verbo forte, “vivere” appunto: vivere una vita, stare con i piedi per terra, cercando di non sprofondare dentro l’abisso. Il mio angelo custode è stato Rossana (Gragnani, coordinatrice infermieristica del reparto, ndr) che mi ha portato in un reparto meraviglioso dove vivere ha avuto un senso diverso. Ora sto bene. Ma non è così per tutti, purtroppo».
Quello affrontato da Tommaso Mosti, 19 anni, è stato «un percorso durato 5 anni, che si sta quasi concludendo», racconta alla sua prima presentazione del volume di fronte a un pubblico che lo ascolta in un silenzio irreale cercando di trattenere la commozione. «La malattia ha cercato di strapparmi dalla vita, ma con gli anni me la sono ripresa. A modo mio quello che sono l’ho voluto io. E dico così perché c’è stato un mio modo. Mi sono impegnato a seguire tutte le cure nell’esperienza molto dura che è stata affrontare la malattia e piano piano mi sono ribellato alla malattia».
Tra i sette giovani autori di “Parole in circolo”, c’è anche chi non è potuto essere alla presentazione perché impegnato con l’esame di maturità o con quelli universitari. Leonardo, che si diploma quest’anno al liceo Artistico, si è espresso con la propria matita, lasciando disegni che parlano più di tante parole. Mentre Davide ha voluto rappresentare l’esperienza vissuta come quella di un pugile sul ring: «Dodici round tra chemioterapia e operazione, 12 volte al tappeto e 12 volte mi sarei rialzato». Gli altri racconti sono quelli di Ornella Iovino e Tommaso E.
A raggiungere il gruppo di giovani che la pizzeria “La Rotonda” ha ospitato arriva anche Francesca, 17 anni, approdata al reparto ospedaliero pisano da una regione lontana. È una del gruppo di pazienti più giovani che ha partecipato alla stesura del libro precedente, dal titolo “La nostra storia” (Pacini editore): «Sono stata 13 mesi lontana dalla mia famiglia», è il ricordo che regala con un sorriso che scioglie le pietre: «Ma a Pisa ho trovato una seconda casa. Non ho un solo ricordo negativo di tutta l’esperienza che ho vissuto con loro».
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