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Escavo in avamporto a Viareggio, la Capitaneria: «Va tutelato l’ambiente marino»

di Donatella Francesconi
Escavo in avamporto a Viareggio, la Capitaneria: «Va tutelato l’ambiente marino»

Fissato l’incontro tra Autorità portuale e imprese della nautica preoccupate

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VIAREGGIO. È fissata per domattina (lunedì 26) la riunione tra Autorità portuale regionale e cantieri della nautica, nei locali di Navigo, per affrontare il tema dell’intervento di escavo che la stessa Authority ha disposto per l’avamporto. I lavori, affidati alla Sasiti (Gruppo Del Pistoia) prevedono l’utilizzo di una draga del tipo aspirante-refluente che aspirerà i detriti sul fondale per poi rigettarli in superficie. Nella giornata di venerdì il comandante uscente della Capitaneria di porto, Alessandro Russo, ha firmato l’ultima ordinanza per Viareggio, relativa proprio all’intervento deciso dalla Autorità portuale regionale.

Ordinanza che risponde ad alcune esigenze di sicurezza poste dalle imprese della nautica che alcuni quesiti intendo porre nell’appuntamento di domattina.

Dal 26 giugno al 2 luglio – dalle 7 alle 20 – saranno effettuati, si legge nell’ordinanza, «lavori di movimentazione dei sedimenti marini in ambito portuale-rimodellamento dei fondali per garantire la navigabilità di unità navali, fino al pescaggio fino di circa 5 metri, con modalità che evitino una dispersione dei sedimenti al di fuori del sito d'intervento».

L’ordinanza dispone che «nello specchio acqueo, nelle date e negli orari dell’intervento, e comunque durante l’esecuzione delle operazioni, sono vietate la navigazione e qualsiasi ulteriore attività marittima di superficie o subacquea». Inoltre, le unità in ingresso/uscita dalle Darsene Europa, Italia e Toscana dovranno «contattare preventivamente, per coordinare la manovra, il responsabile delle operazioni, Alessio Poletti, oppure l’amministratore unico della Sasit, Stefano Del Pistoia. La stessa cosa dovranno fare le unità in ingresso/uscita dai cantieri Azimut, Polo Nautico, Cnav, Codecasa Ugo, Codecasa Tre.

A carico di Autorità portuale e impresa Sasit la prescrizione della Capitaneria in base alla quale «dovrà essere posta particolare attenzione nonché quant’altro ritenuto necessario per assicurare un adeguato livello di sicurezza al fine di scongiurare qualsiasi rischio per l’ambiente marino e la sicurezza per la navigazione portuale». Restando in tema di tutela ambientale, la Capitaneria ha disposto che la Sasit dovrà garantire « la non dispersione dei sedimenti al di fuori della zona di prelievo, valutando un idoneo sistema di mitigazione, ovvero barriere non strutturali del tipo “air bubbles screen barrier” o in alternativa, qualora non possa essere utilizzato tale sistema, panne antitorbidità composte di una parte emersa galleggiante con funzione portante (barriera) e da una parte immersa, opportunamente zavorrata e bilanciata, con azione di contenimento. Dovranno, in ogni caso, essere utilizzati sistemi di contenimento “di profondità”, per evitare integralmente la dispersione di materiali leggeri negli specchi acquei adiacenti le aree di intervento».

Questioni non da poco, date la stagione balneare in corso, i sedimenti che non sono di mare aperto ma della zona portuale, i divieti di balneazione che già la Versilia ha visto e le necessità produttive dei cantieri dell’area interessata.


 

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