Gioco
La Prima Estate fa buoni numeri: pubblico da tutta Italia
Molto soddisfatto il pubblico di giovani arrivati per i concerti della seconda serata
LIDO DI CAMAIORE. Il cielo è azzurro e la temperatura è alta, e non solo per l'attesa. Il parco di Bussoladomani è a cinquanta metri dal mare ma la brezza si percepisce appena. Nell’area del festival La Prima Estate si entra in modo ordinato e veloce, sotto il controllo scrupoloso degli addetti.
Sabato 17 giugno, seconda serata della seconda edizione. Nello spazio che ospitò il glorioso tendone di Sergio Bernardini, alle 18,30 ci sono migliaia di teste, tutte con lo sguardo proteso verso la prima cantante della giornata, Guinevere. Tra i presenti, molti si sono diretti verso i punti ristoro, dove ci sono lunghe file. Nessuna fila invece davanti ai punti dove si ritirano i token (le "monete" da usare all'interno del festival).
Tutti vogliono essere pronti per quando arriveranno The Kings of Convenience e Bon Iver. Sui tavoli panini e birre. Le persone conversano, ascoltano musica, si divertono. Anastasia Axinn Færavaag, è venuta da Pietrasanta al festival: «È un ambiente molto tranquillo, grazie anche al line-up dei gruppi. Non vedo persone fuori luogo in questo festival, sono disposti molto bene gli spazi, sia la parte del concerto che quello per il cibo. I prezzi forse un po’ alti ma c’è grande varietà. Unico problema: la torretta davanti al palcoscenico». «Non ero mai riuscita a vedere Bon Iver – continua Anastasia – e mi era rimasto il desiderio. The Kings of Convenience sono un gruppo norvegese e io sono norvegese quindi volevo vederli. C’era la possibilità di fare l’abbonamento per tutto il fine settimana: non me la sono sentita di acquistarlo, inizialmente, quando ancora non erano stati resi noti tutti gli artisti in cartellone. Mi sono pentita di non averne approfittato perché ci sarei venuta sempre. È bello aprire a un turismo più giovanile e progressivo, meno altolocato, dando la possibilità anche a giovani artisti di venire ad esibirsi». La Prima Estate non ha attirato solo i giovani della Versilia o di zone limitrofe; c’è pubblico da molte regioni. Un signore dal forte accento romano sottolinea agli amici come si sia fatto 370 chilometri per vedere questo concerto. Da Padova arriva invece Christian Castell: «Sono sceso per questo evento per Bon Iver - racconta Christian - e poi ho preso anche il biglietto per la prossima settimana per Jamiroquai. L’anno scorso mi era dispiaciuto molto non essere venuto. Mi sono trovato bene con l’organizzazione visto che siamo entrati molto velocemente. È uno spazio ottimo per questo genere di manifestazione ed è invece un peccato che non esiste una fermata ottimale per il treno. Rispetto al Lucca Summer Festival questo pare essere un festival più giovanile».
Alle 21 arrivano i The Kings of Convenience e la serata entra nel vivo. Un'ora di concerto e poi dentro Bon Iver. C'è chi balla e chi ascolta seduto sul telo che si è portato da casa. Giovani, giovanissimi, adulti e famiglie con bambini al seguito. Single, in coppia, o “quasi sposati”: è il caso di Daniela Dell'Unto, arrivata da Bologna per il proprio addio al nubilato. «Mi hanno portata a mia insaputa - dice Daniela -, devo ammettere che non sono molto informata su chi ci sia a cantare. Ma qui è davvero stupendo, la location è favolosa. Spero di divertirmi un sacco e di conoscere nuova musica». Una bambina saltella, mentre un altro bimbo poco distante si è addormentato sul suo passeggino. Davanti a loro passa una ragazza vestita da Sailor Moon. Un altro addio al nubilato. Ormai si va verso la fine della serata e i food truck sono meno affollati. Due ragazzi di Pisa, Giovanni Todaro e Marco Bellamio si fermano: «Mi piace tantissimo quello che succede qui, un festival dal tono internazionale ma a due passi da casa. Siamo contenti. La scelta di fare due weekend secondo me è vincente».
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