Finanza
Viareggio, a cinquant’anni dal diploma ringraziano il professore
Targa per Andrea Biagiotti dai geometri della maturità 1973
VIAREGGIO. Era il 1973, lo stesso anno della prima telefonata da un apparecchio portatile, e il mondo sembrava cambiare in fretta a quei ragazzi della classe quinta C dell’Istituto tecnico per geometri “Francesco Carrara”, con sede a Lucca, che in quello stesso anno si diplomarono, concludendo gli studi superiori. Con loro c’era un professore di Topografia e Scienza e tecnica delle costruzioni, altrettanto giovane: Andrea Biagiotti, oggi uno degli ingegneri più noti in Versilia e fuori, anche grazie al proprio lavoro per numerose Procure non solo toscane. Biagiotti aveva appena 12 anni in più dei suoi studenti che ieri hanno voluto dedicargli una targa, segno di riconoscenza per quelle ore trascorse in classe ad ascoltarlo e a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. «Al professor Andrea Biagiotti, con affetto e stima per la felice esperienza vissuta insieme. Gli alunni della quinta C», è il messaggio che gli ex ragazzi – oggi tutti professionisti, pur in diversi ambiti, in quel settore che li ha visti alunni del “Carrara” – hanno voluto imprimere per sempre, dedicandolo al loro insegnante.
Alla cena, che si è tenuta a Montecarlo, oltre a Biagiotti e al professore Michele Tebano, hanno partecipato: Alberto Baccei, geometra, Mauro Bindi, architetto, Giovanni Bozzoli, geometra, Claudio Forghieri, geometra, Dino Lenci, geometra, Lucino Melosi, geometra, Franco Mungai, geometra (ex sindaco di Massarosa), Saverio Mustur, architetto, Marco Paganucci, geometra, Marco Pardini, geometra, Enrico Pazzagli, geometra, Massimo Saponaro, ingegnere, Giuliana Scatena, geometra, Tiziano Suffredini, ingegneri, Sergio Tambellini, architetto, Sergio Trifiletti, geometra, Lamberto Tovani, geometra, Giovanni Vannucci, geometra.
Biagiotti, nel ringraziare commosso per il riconoscimento ricevuto (tra i più preziosi di una lunga carriera professionale), ha voluto mettere in evidenza «lo spirito che il gruppo di studenti mise allora nell’affrontare gli studi e quello che li ha portati fin qui, nel corso degli anni e del loro lavoro. Ancora più importante è il fatto di aver vissuto, da studenti, un privilegio che capita a pochi e che non può capitare oggi che la scuola non è più così».
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