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Caso Sea, il tribunale condanna Camaiore ma arriva il botta e risposta: «Basta con le ripicche personali»

Caso Sea, il tribunale condanna Camaiore ma arriva il botta e risposta: «Basta con le ripicche personali»

Parla il sindaco Marcello Pierucci dopo le decisioni del giudice sul caso dello smaltimento rifiuti

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VIAREGGIO. Una contesa fra due Comuni – Viareggio e Camaiore – per gli strascichi giudiziari legati all’uscita di Camaiore da Sea, l’azienda dei rifiuti di Viareggio, nel 2019, durante il mandato di Alessandro Del Dotto. Il primo pronunciamento del giudice risale ad agosto 2021, quando fu deciso che Sea Ambiente non avrebbe ricevuto dal Comune di Camaiore i quattro milioni di danni richiesti per l’interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti. Al contrario, Sea dovette pagare all’amministrazione camaiorese 15mila euro di spese legali.

L’altroieri, martedì 30 maggio, sono arrivate invece le prime tre le sentenze per il secondo filone di contenzioso. In base alle quali il Comune di Camaiore è condannato a pagare tre fatture per servizi resi da Sea, per circa 400mila euro più spese processuali. Ha esultato Sea; ma da Marcello Pierucci, sindaco di Camaiore, arriva il botta e risposta.

«Non c’è alcuna batosta – sottolinea Pierucci –. Anzi. Le tre sentenze della prima frazione di contenziosi con Sea rappresentano per noi una netta vittoria che ancora una volta ci dà ragione. Sea chiedeva il pagamento di presunti servizi che in realtà non aveva erogato per la cifra che richiedeva. Infatti, Sea reclamava oltre 650 mila euro, e il fatto che a Camaiore, con queste sentenze, venga chiesto di pagarne circa 400 mila ci pone di fronte a ben 250 mila euro di differenza: soldi che a Sea non spettavano e che i cittadini avrebbero ingiustamente dovuto pagare se noi non ci fossimo opposti. Come sapevamo fin da principio e come oggi è stato dimostrato, si trattava di una richiesta estremamente gonfiata nelle cifre. Per questo leggo questa sentenza come una vittoria».

Continua Pierucci: «Camaiore proseguirà a far valere le proprie ragioni e attendiamo fiduciosi le prossime sentenze. Ciò che purtroppo devo rilevare è come in Versilia continuino ad esserci strascichi di diatribe e ripicche personali che stanno ammalando il territorio: l'atteggiamento è quello della continua provocazione e della chiusura nei confronti di un dialogo che possa portare ad un finale condiviso. E tali modalità risultano ancor più deleterie quando le si usano nell’interfacciarsi a temi come questi, dove non ci dovrebbe essere altro interesse che la salute dei cittadini e la bontà del servizio offerto per i rifiuti. Basta inseguire vecchi fantasmi. A Camaiore c’è un nuovo corso amministrativo, pronto anche al dialogo, se questo può servire a rafforzare ulteriormente il processo verso l’interesse pubblico e il bene comune. E il bene comune non è quello di continuare ad andare allo scontro e usare questa vicenda per alimentare e anzi riproporre vecchie frizioni, che per di più hanno dimostrato essere totalmente inutili e, soprattutto, dannose».

«In ogni caso – conclude –, Camaiore ha tristemente ancora impresse nella memoria collettiva le immagini dei cassonetti pieni e delle discariche a cielo aperto degli anni di Sea, con le maleodoranze che ne derivavano e che ci facevano vivere male. Il passaggio ad Ersu, al netto dei contenziosi – con cui sapevamo di doverci interfacciare, perché naturali in casi come questi –, ha finalmente consentito al decoro e alla pulizia di tornare a Camaiore, con una raccolta porta a porta funzionante e diffusa sull’intero territorio comunale. Ringrazio Alberto Ramacciotti e Walter Bresciani Gatti per l’egregio lavoro svolto».

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