Sicurezza
Pietrasanta, Giovannetti: «Andrò avanti nel segno della continuità»
Il primo cittadino mette subito i puntini sulle i: il bilancio a Sorbo, la scuola a Bresciani, la cultura al sindaco. Il nodo presidenza del consiglio
PIETRASANTA. Il primo giorno della sua seconda vita da sindaco Alberto Giovannetti lo trascorre fra il nuovo ufficio, dove accoglierà i cittadini, all’ex ospedale Lucchesi e il negozio di agraria di famiglia. «Sì però questa volta me la sono presa più tranquilla, sono stati giorni lunghissimi» dice appena certificata la proclamazione, di legge, come primo cittadino del prossimo quinquennio.
Sindaco, ha vinto con il quasi 56% dei consensi: soddisfatto o puntava più in alto visto che aveva parlato di successo al primo turno?
«Certo che sono soddisfatto: l’idea di vincere subito non era una spacconata. Ci credevo: poi è andata come è andata anche per il calo del numero dei votanti. E comunque stravincere non va bene: alla lunga condiziona, ti fa un po’ uscire dal seminato. Ho ottenuto un ottimo risultato e abbiamo festeggiato il giusto. Soprattutto in famiglia: devo ringraziare tutti i miei cari perché fare il sindaco comporta molti sacrifici anche a chi ti sta vicino».
Lei è il sindaco di una città dove un cittadino su due non si è recato alle urne: pessimo segnale per voi politici, non crede?
«La disaffezione a livello locale non è fatto incoraggiante e abbiamo tutti responsabilità in questo. Molti hanno delegato ai social la propria idea: non va bene».
A proposito di social: qualcuno ha scritto che a vincere è stato soprattutto Giovannetti visto che aveva contro il centrosinistra unito, Fratelli d’Italia e le critiche invelenite dell’ex senatore Massimo Mallegni: è andata così?
«Il sottoscritto da solo sarebbe andato poco lontano. Ha vinto la squadra. Ha vinto il rapporto umano. Sono una persona sensibile, talvolta permalosa e istintiva. Non riesco a fare calcoli. Certo, se la città mi ha ridato fiducia significa che un ruolo, comunque rilevante, in questi anni l’ho avuto».
Anni, quelli andati in archivio, caratterizzati anche da proteste di piazza: rifarebbe tutto ciò che ha fatto? Qualcosa di cui si è pentito?
«Forse potevo evitare quella protesta per gli alberi in piazza Statuto, ma a dirla tutta continuo a trovarla molto strumentale. Abbiamo ripiantumato migliaia di alberi a fronte di pochi abbattuti. Non mi crede? Vada a controllare i dati. Detto ciò a fare tanto si sbaglia. E quindi avrò sbagliato certo in qualcosa anch’io».
Sinceramente: non si sente nel mirino di Massimo Mallegni?
«No, anzi sono tranquillissimo. Personalmente non ho problemi con lui e credo che abbia lavorato bene in questa campagna elettorale. Discussioni? Certo, anche accese, ma non solo con Mallegni. Poi, alla fine, prevale la squadra e la condivisione. Se allargheremo la maggioranza a Simoni e Mori? Da parte mia massima disponibilità a confrontarci sui temi. Con Mori per altro ho un ottimo rapporto. E a proposito di Fratelli d’Italia: voglio ringraziare il ministro Daniela Santanchè per la sua vicinanza in queste ultime settimane».
A quando l’ufficializzazione delle deleghe agli assessori ?
«Le deleghe le ho già chiare in testa: fra oggi e domani dovremmo renderle pubbliche. E comunque sono pronto a sacrificare urbanistica ed edilizia che potrebbero andare al nuovo assessore Ermanno Sorbo al quale ho pensato di dare anche il bilancio ben gestito in questi anni da Stefano Filié, che ringrazio. Se Sorbo dirà no, il bilancio lo terrà il sottoscritto. Così come manterrò la delega alla cultura perché credo nella continuità. E infatti Cosci manterrà lo sport, Bresciani la scuola, Gliori sociale e casa, Marcucci i lavori pubblici. Il vicesindaco? Non ho ancora deciso – si parla di Bresciani, ndr – la presidenza del consiglio comunale? Sempre per l’idea di dare continuità, direi Paola Brizzolari, ma devo tenere conto delle richieste della Lega per Antonio Tognini: decideremo insieme. Se litigheremo? Forse, ma poi troveremo la quadra, come sempre, perché devono prevalere le priorità dei cittadini, non dei singoli. E così sarà anche per la Fondazione Versiliana: fino a settembre avanti con Alfredo Benedetti che ha tutta la mia fiducia. Poi ci confronteremo e deciderò. In tutta serenità».
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