Il dolore
Elezioni Pietrasanta, un turno non basta: è ballottaggio tra Giovannetti e Borzonasca
La divisione del centrodestra costringe al secondo turno il sindaco uscente che è in vantaggio di oltre 1.300 voti sul candidato del centrosinistra
PIETRASANTA Ballottaggio, come cinque anni fa. Per scegliere il sindaco che guiderà l’amministrazione comu nale da qui al 2028 bisognerà tornare alle urne tra due settimane. Alberto Giovannetti, il sindaco uscente sostenuto da Forza Italia-Lista Mallegni, Lega e Ancora Pietrasanta, chiude in netto vantaggio il primo turno ma si ferma al 45,9 per cento. Domenica 28 e lunedì 29 maggio gli elettori dovranno votare per lui o per Lorenzo Borzonasca, il candidato di Partito democratico, Movimento cinque stelle, Sinistra ecologista per Pietrasanta e Insieme per Pietrasanta che si è piazzato al secondo posto con il 34,7 per cento. Una sfida classica, tra centrodestra e centrosinistra che rispecchia la divisione storica dell’elettorato della Piccola Atene della Versilia.
Centrodestra diviso
Staccati nettamente gli altri due candidati. Massimiliano Simoni, sostenuto da Fratelli d’Italia e dalla lista civica Amo Pietrasanta, non è andato oltre l’11,2 per cento, percentuale non sufficiente per neppure avvicinarsi al secondo posto nel gradimento degli elettori ma più che abbondante per impedire a Giovannetti di vincere direttamente al primo turno. Anche questa volta, infatti, la divisione del centrodestra è stata decisiva: cinque anni fa a frenare la corsa del candidato di Forza Italia e Lega era stato l’ex vicesindaco Daniele Mazzoni con la lista Siamo Pietrasanta, oggi quel ruolo è stato interpretato da Simoni. Che a Pietrasanta, come è successo peraltro anche nella vicina Massa, ha voluto il suo partito, Fratelli d’Italia, in contrapposizione a quelli con cui governa insieme a livello nazionale. Evidentemente sperava anche in un effetto Meloni che non c’è stato. Adesso bisognerà vedere se le tensioni e i veleni che hanno accompagnato il primo turno nel centrodestra riusciranno a ricomporsi o meno. È evidentemente nell’interesse di tutti, soprattutto di Fratelli d’Italia, ricucire lo strappo magari con un accordo in vista del ballottaggio.
Il ruolo di Mori
Al quarto posto si è piazzato Luca Mori, candidato della lista Alternativa per Pietrasanta, che avrebbe dovuto rappresentare quel Terzo Polo composto da Azione e Italia viva che nel frattempo si è sfaldato. Per Mori un risultato non esaltante, l’8,3 per cento, ma che gli consente di interpretare un ruolo non secondario al ballottaggio. Con chi deciderà di giocare quel pacchetto di voti? Nel campo del centrosinistra o in quello di Giovannetti? Lo si capirà nelle prossime ore.
L’astensionismo
Anche stavolta l’affluenza alle urne ha segnato una diminuzione rispetto alla consultazione amministrativa precedente, seguendo un trend che ormai è in atto da molti anni. Certo è che la percentuale del 57,12 per cento dei votanti fa impressione in un territorio come quello pietrasantino dove da sempre la politica anima e appassiona la vita pubblica, anche e soprattutto in occasione delle consultazioni amministrative. Il partito del non voto è ormai di gran lunga il primo partito anche qui. l
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