Gioco
Addio ad Achille Franceschi: «Innamorato della musica e del “suo” Forte»
Aveva 73 anni, memorabili alcune sue polemiche. Il dolore del fratello Vasco e degli amici
FORTE DEI MARMI. Portava il nome dello zio, quell’Achille Franceschi che al Forte creò il mito incrollabile della Capannina e del Grand Hotel e che, come lui, era personaggio eclettico e infaticabile. Achille Franceschi è scomparso per un malore improvviso la notte scorsa, all’età di settantatré anni, che avrebbe compiuto giusto a fine mese.
Per chi lo conosceva era un vero personaggio che da anni seguiva solo le sue passioni, la musica (in tanti ricordano i suoi concerti in piazza e gli accompagnamenti alle feste), i libri, i social dove esercitava la sua vena polemica e metteva in campo la sua schiettezza, e i suoi cani che negli anni l’accompagnavano nelle passeggiate in bici.
In gioventù era stato con il fratello Vasco protagonista della Libreria internazionale in centro al Forte.
In molti ricorderanno, poi, anche le sue battaglie plateali (addirittura si autoincatenò tanti anni fa nella zona della banche per protestare contro alcuni istituti di credito, e anni dopo inscenò una protesta per una diatriba legale).
Achille era così, schietto e polemico, e non si tirava mai indietro anche quando sui social si spingeva a giudicare qualcosa o qualcuno. Bazzicava da sempre il centro ed era facile trovarlo: intento a leggere o al Caffè Principe, oppure in biblioteca dove leggeva, consultava la rete, e dove si ritrovava con gli amici. Anche per questo la notizia della sua scomparsa, ieri mattina, si è diffusa in un battibaleno suscitando il cordoglio di tutti quelli che lo conoscevano.
«Questa notte ci ha lasciati improvvisamente mio fratello Achille. Un altro Franceschi che se ne va da questo paese – ha scritto il fratello Vasco – e che, come tutti i Franceschi, ha amato e contribuito a far crescere. Achille era una persona per certi versi stravagante. Amante della musica e dell’arte, parsimonioso, giocherellone, spesso controcorrente, era un buono e generoso. Mancherà alla mia famiglia come a tutti i fortemarmini che hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo».
La salma resterà esposta per chi vorrà rendergli visita nella Sala del saluto della Croce Verde fino ad oggi alle 15, quando in Sant’Ermete verrà celebrata la santa Messa, dopodiché proseguirà per la cappella di famiglia al cimitero cittadino.
Franco A. Calotti
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