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Viareggio, “Piazza pulita” in Darsena: raccolti 70 sacchi di rifiuti

Viareggio, “Piazza pulita” in Darsena: raccolti 70 sacchi di rifiuti

Il gruppo “Darsi” si mobilita per il decoro di piazza Biancalana. «Ci candidiamo ad adottarla, non è giusto che sia ridotta così»

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Viareggio Un sacco in una mano, uno nell’altro. Sacchi pieni di tutto: di immondizia gettata senza rispetto, di erbacce tagliate, parti di elettrodomestici, pezzi di cemento, laterizi. E poi scarpe, lattine, carcasse di bici. Di tutto un po’ e in che quantità. Al termine di quasi due ore di pulizia organizzata da un gruppo di circa cinquanta persone che vivono o lavorano nella Darsena di Viareggio – un’associazione liberamente costituita che si è data il nome di “Darsi per la Darsena”, di cui fanno parte persone di varia età e professione, accomunate dall’amore per il proprio quartiere –, i sacchi di plastica viola riempiti dai volontari sono circa settanta. Arriva un mezzo di Sea e i volontari cominciano a caricarli, smaltendo il mucchio che avevano creato.

Ore 11, domenica 7 maggio, piazza Leandro Biancalana. È il cuore della Darsena, quello più tradizionale: definisce un quadrilatero tra la vecchia via de’ Pescatori, via Petrarca dove si affacciano alcuni cantieri, via Menini e via Paolo Savi, sede di aziende dell’indotto nautica. È il cuore pulsante e produttivo di Viareggio, il fiore all’occhiello della nautica internazionale. Ma in questa piazza parcheggio, “nascosta” tra via Coppino con la sua lunga schiera di altri cantieri e altre aziende dell’indotto nautico e il viale Europa, la via del mare e degli stabilimenti balneari, stride il colpo d’occhio della trascuratezza. Il verde cresciuto senza essere curato, alcune auto abbandonate, vecchie roulotte trasformate in alloggi di fortuna, una casa disabitata circondata da un muro di cinta alto circa due metri e diventata una discarica. All’interno del suo cortile, che va a chiudersi in un cancello serrato da un grosso lucchetto, ci sono sacchetti di immondizia gettati che arrivano quasi all’orlo. La presenza di rifiuti all’interno del cortile richiama inspiegabilmente comportamenti parimenti incivili. Infatti anche fuori dal muro di cinta i volontari di “Darsi per la Darsena” hanno trovato di tutto nella loro mattinata nel segno dell’ambiente e del decoro, condotta con risorse e mezzi propri. Sono provvisti di tutto il necessario: decespugliatori e maschere, guanti, zappe, tute. Hanno allestito anche un tavolo con bevande e bicchieri per un piccolo ristoro. Sul tavolo, una gradevole macchia di colore: i volantini con i fiori disegnati dai ragazzi e dalle ragazze della cooperativa Crea (che ha sede lì vicino) e che inneggiano alla “Piazza pulita!”, il titolo dell’iniziativa.

«Abbiamo trovato perfino lavatrici e televisori – spiega Federico Regolini, referente per il gruppo, che è in procinto di trasformarsi in comitato –, oltre a due biciclette, oggetti in vetro e lattine, vestiti e scarpe, parti di elettrodomestici, rifiuti edili. La nostra iniziativa ha un solo scopo: pulire questa area, che è dimenticata, seppure si trovi in un quartiere come la Darsena che è il cuore nevralgico e storico di Viareggio. Intorno a piazza Biancalana, nei cantieri, ci sono imbarcazioni da milioni di euro e potenziali clienti che vengono a visitarle. La nostra – sottolinea – è un’iniziativa che non vuole avere toni polemici. Abbiamo segnalato il problema alle istituzioni ma non abbiamo ricevuto risposta. Pensiamo semplicemente che la gestione di questo luogo andrebbe rivista: lo pensano i cittadini residenti e tutte le persone che lavorano in questo quartiere».

Tra i promotori del gruppo “Darsi” (e presenti anche ieri mattina alla pulizia organizzata) ci sono anche titolari di imprese dell’indotto nautico e titolari di pubblici esercizi del quartiere. L’iniziativa è assolutamente pacifica e trasversale nella partecipazione: l’entusiasmo la trasforma quasi in una mattinata di festa e condivisione.

«Ci siamo impegnati per vedere finalmente pulito questo luogo – ribadisce Regolini – e a questo punto, se per le istituzioni non fosse possibile provvedere alla sua manutenzione, noi stiamo pensando seriamente di chiederlo in adozione, come lo sono già, del resto le due aiuole sul lato di piazza Biancalana che si affaccia su via Paolo Savi. Anzi, a questo punto lo proporremo sicuramente».

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