Il dolore
Il Palio dei Micci è rossoblù: l’Alabarda d’Oro alla Cervia
Il fantino Vargiolu stacca tutti e conquista la vittoria per il Ponte. Il presidente Sarti: merito di tutta la contrada. Pubblico record sugli spalti
QUERCETA. A riportare, ieri, il gonfalone del Palio nella contrada del Ponte, dopo dodici edizioni (l’ultima vittoria risaliva al 2008), è stato un ragazzino di appena 18 anni, Augusto Vargiolu, fantino sardo alla sua prima volta al Palio dei Micci. Dopo un testa a testa con il fantino Thomas Bresciani del Pozzo, ha staccato tutti con il miccio Prezioso e giro dopo giro si è andato a conquistare questa 66ª edizione. Soddisfazione anche per la contrada la Cervia che ha vinto l’Alabarda d’Oro grazie ai primi piazzamenti nel Tema e nella Sfilata storica. Premiata anche la contrada di Marzocchino, il Leon d’Oro, che è stata la migliore con i musici e sbandieratori, e ha vinto il Trofeo Meccheri, istituito dalla contrada del Ponte in ricordo dei fratelli Silvia, Stefano e Francesca Meccheri, scomparsi tragicamente in un incidente.
La corsa dei micci
Dopo due false partenze, provocate la prima dalla Cervia e la seconda dalla Madonnina, la competizione principale del Palio è partita in modo spettacolare. Il Ponte si è portato subito in testa, seguito dal Pozzo e poi dalla Cervia. Ma Vargiolu dopo poco ha perso terreno lasciando spazio a Bresciani con Karim, alla Cervia con Simone Fenu e l’asino Duecento, e alla Lucertola col miccio Romano e in sella il fantino Francesco Ferrari. Per due giri il fantino del Pozzo è rimasto davanti, con un susseguirsi di sorpassi dietro di lui, inseguito dalla Madonnina con il fantino Manuel Prandi e il miccio Sandokan. Ma all’inizio del terzo giro è successo l’imprevedibile: Vargiolu e Prezioso hanno fatto uno scatto imponente riportandosi in testa alla gara, proprio sotto la tribuna centrale, e da quel momento non sono mai più stati superati da nessuno. Al sesto giro il fantino rossoblù ha tagliato il traguardo in solitaria. Secondo il Pozzo e Madonnina terza.
Il fantino rossoblù
«All’inizio non conoscendo il miccio non sapevo quanto aveva da dare, così ho rallentato – spiega Augusto Vargiolu – nonostante fossi stato fin da subito davanti. Poi ho capito che poteva farcela e ho accelerato e il miccio infatti si è comportato benissimo. È stata una bella soddisfazione e dedico questa vittoria alla contrada. Se mi vorranno ci sarò anche nel 2024».
Il presidente del Ponte
«Ringrazio sia Augusto che il vice fantino Matteo Antonucci, che ha dato animo e cuore a questa competizione, sempre accanto a questo giovanissimo fantino. Le nuove leve vengono fuori e abbiamo voluto dare spazio a loro. Un applauso anche a tutta la mia contrada – dice Francesco Sarti – il Palio non mi era mai capitato di vincerlo da presidente e sono al mio secondo mandato. Va dedicato a tutti noi contradaioli». Questa è quasi una rivincita morale per la delusione del Festival del Miccio Canterino, dato che la canzone del Ponte di Antonio Maggio era forse la favoritissima. «Oggi festeggiamo questa vittoria, e a questa pensiamo, dato che è la competizione cardine di questa tradizione e da cui è nato tutto».
Il Tema
Ad emergere su tutte è stata la scena messa in campo dalla contrada biancoceleste. Una narrazione semplice, in cui ogni forma di vita (rappresentata da volatili dei colori della Cervia) venivano soffocati dal male, raffigurati da due enormi mani che imprigionavano anche la Terra e da dei figuranti con vestiti e mantelli neri. E poi la pioggia, il temporale e le nuvole. Finché nel tema non è riemersa la vita sulle note di “Intro” dei The xx, e poi di “Caribbean Blue” di Enya: sono tornati l’acqua delle sorgenti, il sole, la natura, gli animali e l’umanità è risorta, con un finale da brividi sulle note di due canzoni notissime dei Coldplay, prima “Viva la Vida” e poi “A Sky full of stars”.
Altre due favorite erano il Pozzo e il Leon d’Oro che infatti si sono piazzate fra le prime quattro. La prima con una narrazione davvero ben scritta e rappresentata, e una bella scenografia con un maestoso tempio bianco, la seconda con un’emozionante storia, metafora della vita e dell’amore, con un groviglio di fili rossi, gialli e arancioni, dei telai per tessere la lana e un gomitolo gigante rosso al centro.
La classifica: prima la Cervia con 53,5 punti, secondo il Pozzo con 52, terzo il Ranocchio con 48 e quarto il Leon d’Oro con 47,5.
La sfilata storica invece ha questa classifica: prima la Cervia con 209,5 punti, secondo il Leon d’Oro con 207,5 punti, terza la Quercia con 198,5 e quarto il Ponte con 195.
Il presidente Ceragioli
Soddisfatto il presidente della Pro Loco Gianluca Ceragioli per una giornata perfetta, ad iniziare dal numero di spettatori: 3.900 biglietti venduti, che decretano il record di pubblico allo stadio Buon Riposo per il Palio dei Micci. «Sono emozionato e ringrazio tutti i consiglieri perché senza di loro non si può organizzare tutto ciò. E ringrazio le contrade perché hanno fatto un lavoro egregio per questo spettacolo di alta qualità nei costumi e nei temi. Crediamo di aver battuto i record: mai visto così tanto pubblico».
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