Toscana
Autostrada, altri tre giorni di sciopero alla Salt. I sindacati: «In arrivo rincari delle tariffe per i prossimi anni»
Vertenza per il rinnovo del contratto integrativo. Lo sciopero è stato indetto da Cgil, Cisl, Uil e Cisal
VIAREGGIO. Come annunciato all’inizio del mese, quando proclamarono lo sciopero delle festività pasquali, i sindacati tornano all’attacco. Per sostenere la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo, Cgil, Cisl, Uil e Cisal hanno indetto – dopo quelle di sabato 21 e domenica 22 aprile – altre tre giorni di astensione dal lavoro: domani dalle 14 alle 22, sabato dalle 6 alle 22 e lunedì primo maggio dalle 6 alle 22.
Durante lo sciopero, sottolineano i sindacati, le piste automatiche utilizzeranno la modalità “automatismi”, non essendo presidiate, mentre le piste manuali rimarranno aperte in transito libero; gli utenti telepass che usciranno da tali piste vedranno azzerarsi la loro precedente entrata al momento della nuova entrata in autostrada.
«Si avverte l’utenza – scrivono i sindacati – che qualora si presentassero problematiche legate all’utilizzo delle porte automatiche non potranno essere garantiti i servizi come ad esempio la restituzione di carte di credito o bancomat inceppati nel lettore oppure “inghiottite” o non restituite all'utente».
I dipendenti Salt da mesi chiedono il rinnovo del contratto integrativo scaduto alla fine del 2020. E l’assemblea dei lavoratori Salt del 24 marzo scorso ha espresso all’unanimità la volontà di continuare gli scioperi fino a giungere al conseguimento dell’obiettivo, dando mandato alle segreterie delle organizzazioni sindacali di preparare un programma di scioperi per il prosieguo della vertenza, e – nell’immediato – per i ponti del 25 aprile e del primo maggio. Detto, fatto.
Oltre che sulla vertenza per il contratto, i sindacati puntano il dito su un altro aspetto, che riguarda tutti gli automobilisti: le tariffe che potrebbero registrare nuovi rialzi. «I concessionari autostradali – scrivono i sindacati – avranno i ristori Covid 2020/2021, al 100 per centp anche senza il raggiungimento del 33 per cento di riduzione del fatturato e senza i limiti massimi previsti per tutte le altre aziende. Evidentemente nel caso delle autostrade è stato valutato che il “danno” per gli azionisti, in termini di riduzione dei dividendi, era “intollerabile” e dunque per “lenire il loro dolore”, considerando gli alti livelli a cui sono abituati, sarà necessario un rimborso al 100 per cento delle perdite; ma ciò non a carico dello Stato bensì a carico degli utenti con rialzi delle tariffe per i prossimi anni».
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