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La psichiatra aggredita a Pisa è figlia del matematico Milvio Capovani: «Il padre era orgogliosissimo di lei»
La comunità seravezzina sconvolta dall’aggressione alla dottoressa
QUERCETA. La notizia dell’aggressione della dottoressa Barbara Capovani, medico psichiatra, è piombata ieri mattina sulla comunità di Querceta che ben ricorda la famiglia di Milvio Capovani, della moglie Gabriella e della figlia Barbara. Il pensiero per il medico brutalmente aggredito arriva da tutta l’amministrazione comunale di Seravezza per bocca del sindaco Lorenzo Alessandrini: «Ci dispiace davvero tantissimo. Il padre Milvio, matematico e docente universitario è stato uno dei nostri intellettuali di punta».
Legato alla Versilia, nonostante vivesse a Pisa, come ricorda Paolo Giannarelli, ex sindaco di Seravezza, «i fine settimana li trascorreva sempre a Querceta» dove con un gruppo di amici aveva costituito un vero e proprio cenacolo intellettuale.
Giannarelli ricorda il rapporto che il professor Capovani – deceduto nel 2006 per i postumi di un incidente stradale accaduto due anni prima, investito mentre attraversava sulle strisce pedonali – aveva con la figlia Barbara: «Milvio ammirava quella figlia che aveva scelto gli studi di medicina. E di questo aspetto della sua vita parlava spesso».
Nel 2009 l’amministrazione comunale dell’allora sindaco Ettore Neri, alla presenza di numerosi intervenuti tra i quali gli amici più cari del professo Capovani, inaugurò – a margine della nuova piazza Pertini – un busto in suo onore e ricordo.
Figlia di Paolo Capovani, che era cugino del professor Milvio ed è deceduto lo scorso anno, è Francesca Capovani, anche lei di origini versiliese, giornalista Rai che si trova all’estero e al Tirreno commenta, ancora prima di apprendere delle morte cerebrale della cugina sopraggiunta nella serata di ieri: «È terribile quanto accaduto a Barbara».
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