Il Tirreno

Versilia

La denuncia

La banda dei chewing gum colpisce al mercato di Forte dei Marmi: sos degli ambulanti

di Angelo Petri
La banda dei chewing gum colpisce al mercato di Forte dei Marmi: sos degli ambulanti

Cna: danneggiati capi costosi. Intensificati i controlli: una task force in borghese cercherà di sorprendere in flagrante i colpevoli

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FORTE DEI MARMI. Chi non ha mai appiccicato sotto al banco di scuola un chewing gum masticato alzi la mano. Da qualche tempo però, questo deprecabile gesto non è più cosa da bambini dispettosi ma opera di una misteriosa “banda dei cingomma” che sta colpendo duro al celeberrimo mercato del mercoledì di piazza Marconi e, da qualche settimana, anche al mercatino del Lido. A denunciare una situazione che può far sorridere ma sta ormai valicando l’essenza della burla per sconfinare nel teppismo commerciale, è Cristina Lorenzini della Cna Ambulanti. Camicie, lenzuola, coperte, giacche griffate e preziosi maglioni: sono ormai tante le “vittime” di questi “dispetti” iniziati un paio di anni fa.

«All’inizio – ci confida Lorenzini – pensavamo che fosse una casualità, colpa di qualche disattento consumatore delle cicche da masticare. Poi abbiamo pensato a un bambino che si divertiva a fare queste cose, solo perché avevamo notato che spesso il chewing gum si trovava in fondo agli stendini. Io stessa ho trovato sul mio banco due maglie di cachemire che avevo appese all’ombrellone e che erano state unite “per sempre” dalla cicca lungo la schiena. La cosa però dopo un attimo di tregua, da alcuni mesi è ripresa con intensità, anzi sembra in excalation, ed è stata verificata anche dai colleghi a Lido. Così su whatsapp ormai colleziono foto di capi danneggiati che i colleghi mi inviano preoccupati. E non sappiamo nemmeno se sia un gruppetto, un uomo o una donna, anche se questa seconda ipotesi verrebbe confermata dalle attenzioni costanti a indumenti femminili o ai capi su cui solitamente si appunta l’interesse delle clienti. Così abbiamo interessato al caso le forze dell’ordine che rafforzeranno i controlli e inoltre abbiamo deciso di schierare una task force in borghese per cercare di sorprendere in flagrante chiunque sia autore di questi incollaggi masticatori. La cosa comincia, infatti, a preoccuparci perché il “cingomma” non si stacca dai capi tra cui è stato posto e non potendolo risolvere nella stragrande maggioranza dei casi questi vengono ritirati dalla vendita con un danno commerciale certo. Ed è anche un problema di igiene visto che si tratta di gomme masticate».

Insomma lo scherzo è durato anche troppo. «Abbiamo perfino ipotizzato con i colleghi che possa essere qualcuno che non si può permettere questi indumenti e così punisca chi li vende, ma la verità è che ci sfugge del tutto la motivazione di questi gesti, è impossibile scovarne la logica».
 

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