La protesta
Viareggio, scuola dell’infanzia: festa del papà “vietata” per chi non ce l’ha. Ma la dirigente smentisce la capoplesso
In un primo momento i lavori nei laboratori aperti solo a quei bambini i cui padri potevano partecipare alla attività insieme ai propri figli: dopo è arrivato l’intervento della preside
VIAREGGIO. Laboratori per i “lavoretti” in occasione della Festa del papà (19 marzo) aperti solo a quei bambini i cui padri potevano partecipare alla attività insieme ai propri figli: questa la decisione – presa dalla capoplesso della scuola dell’infanzia Florinda – che ha suscitato l’intervento in senso contrario della dirigente scolastica Barbara Caterini. La quale ha scritto alle famiglie, dopo la protesta di alcuni genitori: «Mi dispiace come le indicazioni che ho fornito alle capoplesso siano state fraintese, o volontariamente interpretate diversamente o da parte mia poco chiare». Varie famiglie – così la comunicazione inviata dalla dirigente alle famiglie – «si sono lamentate della scarsa inclusività del tipo di organizzazione dei laboratori previsti per il mese di marzo. Il motivo non riguarda un solo bambino e anche se fosse così sarebbe ugualmente valido, ma una questione di principio». Caterini aggiunge: «Basta organizzare diversamente le attività, facendo partecipare per ogni nucleo familiare una persona: madre, padre, nonna, nonno, zia, zio, fratello grande, sorella grande. Così facendo non si discrimina nessuno».
Non a caso la dirigente scolastica utilizza la parola “discrimina”: perché nell’impostazione iniziale data al laboratorio era previsto che i bambini che non potessero far partecipare il padre sarebbero rimasti in un’altra aula, separati dai propri compagni. Il contrario di quella inclusione che – hanno sottolineato i genitori che hanno sollevato il caso – dovrebbe essere un principio fondante per la scuola di ogni ordine e grado.
Per il 14 marzo, la dirigente scolastica ha convocato – sul caso – una riunione che vedrà la partecipazione di insegnanti e genitori. «Nel frattempo rassicuro che i laboratori verranno fatti e che ogni bambina e bambino avrà al suo fianco un membro della propria famiglia», è la comunicazione inviata alle famiglie.
Nella quale Caterini non ha nascosto il proprio punto di vista: «Ritengo anacronistico e completamente discriminante parlare, nel 2023, di festa del papà o di festa della mamma. In marzo, il 21, la terra entra nella stagione astronomica della primavera e si potrebbe organizzare il laboratorio della primavera o quello dell’estate per il 21 giugno, solo per fare un esempio».
Anche perché è già complicato di per sé muovere i primi passi nella vita e dover fare i conti da una parte con la tradizione e dall’altra con le scelte degli adulti, tra separazioni, nuovi amori che entrano in casa, genitorialità da single, figure di riferimento che il lavoro, le liti in Tribunale, i lutti portano via, scelte di vita che non prevedono i ruoli definiti maschio-padre, femmina-madre. Tanti modi di essere famiglia, ma non meno famiglia di quella da Sussidiario.
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