Gioco
Il sindaco Murzi: «Forte non è in grado di fare le gare delle spiagge»
Il primo cittadino si schiera con la proroga: «Sono preoccupato per 75 famiglie e per tutti noi»
FORTE DEI MARMI. Sono settantacinque le famiglie del Comune di Forte che gestiscono in proprio le strutture balneari. «L’arrivo di nuovi concessionari potrebbe mettere in crisi loro e le caratteristiche peculiari di Forte dei Marmi. Inutile dire che sono preoccupato per il sistema turistico del mio paese. Per me una adeguata proroga può rappresentare un obiettivo ottenibile».
Con questi toni, Bruno Murzi, sindaco di Forte è intervenuto, ieri a Marina di Carrara durante “Balnearia 2023”, dove era stato invitato dal consiglio direttivo Unitario della Sib-Confcommercio e dalla Fiba Confesercenti proprio per discutere della fatidica direttiva Bolkestein. Ed esprimere preoccupazioni non solo per le famigerate “aste” ma più banalmente anche per l’effettuazione di quest’ultime.
«I sindaci in questo momento sono in una posizione estremamente difficile – ha esordito il primo cittadino di Forte dei Marmi – perché ci i sono leggi e sentenze che contrastano l’una con l’altra. È un problema reale, e sono estremamente preoccupato perché un eventuale bando metterebbe a rischio il sistema turistico del mio paese, la cui economia ha avuto origini proprio dalla spiaggia per poi estendersi verso l’interno e far diventare Forte dei Marmi quella che è oggi. L’arrivo di nuovi gestori metterebbe in crisi proprio le famiglie del nostro territorio, che tutt’oggi gestiscono in proprio strutture balneari. Inoltre, lo dico con estrema sincerità, il mio Comune, se domani dovesse trovarsi a gestire le aste, con cento concessioni balneari sul territorio, non sarebbe al momento in grado di farlo».
Speranze e proteste, timori e certezze sono suonati in questi ultimi giorni al grande evento sul turismo balneare in corso alla Fiera di Marina di Carrara: «Non sono i sindaci a cui bisogna andare a tirare la giacca – ha poi proseguito Murzi – la risposta in questi quindici anni di incertezze doveva arrivare dalla politica che può legiferare. Non ci si deve infatti stupire se l’assenza di risposte adeguate ha creato dei varchi in cui sono entrati altri soggetti, come per esempio il Consiglio di Stato. Non è più il tempo di parole e di promesse. Ora è arrivato un momento cruciale in cui coloro che hanno il potere di legiferare, devono scegliere: o fare una legge e chiudere la problematica o andare in Europa e ritrattare tutto ex novo».
«A questo punto – ha concluso il sindaco del Forte – credo che per tutelare ciò che è stato costruito negli anni dalle nostre imprese familiari e che rappresenta un prezioso sistema identitario, una proroga adeguata possa rappresentare un obiettivo ottenibile».
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