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Carnevale di Viareggio da record, superati i numeri del primo corso – Video

di Simone Pierotti

	Il Carnevale di Viareggio fotografato da Massimo Sestini
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Il Carnevale di Viareggio fotografato da Massimo Sestini

Giornata top con incasso stimato sul mezzo milione. Chiesto uno sforzo a carri e figuranti: chiusura alle 18,30

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VIAREGGIO. Negli anni Novanta, quando i corsi mascherati erano appena quattro e – fino al 1995 – l’ultimo cadeva di Martedì Grasso, la seconda sfilata era solitamente dedicata alle bande musicali che arrivavano da mezza Europa. Rimaniamo, allora, internazionali per dare un titolo al secondo corso di ieri: Carnevale at his finest, “al suo meglio”.

Il sole, il clima decisamente più gradevole dopo una settimana di temperature rigide, una sfilata pressoché senza intoppi, le code ai botteghini: era impensabile pretendere qualcosa di più. Erano le cinque e mezzo quando, ai carristi, è arrivato un messaggio dalla Fondazione: «Si va avanti fino alle 19», perché ai botteghini i cassieri stavano ancora staccando i biglietti. «Un ultimo sforzo» è stata la richiesta, soprattutto per i figuranti a terra e i movimentisti, che già sarebbero provati dopo tre ore di sfilata, figuriamoci con quattro – alla fine i colpi di cannone sono stati scoppiati poco dopo le 18.30.
 

Dopo la maratona del Festival di Sanremo, ecco quella del secondo corso mascherato. E quando dai piani alti del Carnevale arriva la decisione di prolungare la sfilata, vuol dire che siamo in presenza di un corso da record.

La Fondazione, ancora una volta, renderà noti gli incassi solo al termine della manifestazione, ma è probabile che qui siamo oltre il mezzo milione di euro: se confermato, sarebbe il nuovo record per un secondo corso di Carnevale dopo i 500mila euro del 2019. L'obiettivo dei due milioni e mezzo di euro indicato nel bilancio di previsione, adesso, è vicinissimo. Ridurre il successo della seconda sfilata al solo dato economico, però, sarebbe ingeneroso. I milanisti ricorderanno il diario di bordo in cui un puntiglioso Arrigo Sacchi annotava, anche dopo vittorie schiaccianti, i difetti palesati dai suoi calciatori: dopo la finalissima della vecchia Coppa dei Campioni vinta contro lo Steaua Bucarest nel 1989, però, perfino un perfezionista come lui dovette arrendersi e scrivere solamente un “Fantastici” seguito da una sfilza di punti esclamativi. Ecco, difficile trovare qualcosa di storto nella giornata di ieri: non ci sono stati intoppi – finalmente ha sfilato a pieno regime il carro di Luigi Bonetti – e, se andiamo a vedere, le costruzioni hanno impiegato meno tempo per compiere un giro rispetto a sabato scorso seppur con molti più spettatori dei 70mila della settimana precedente.

E se dal palco di piazza Mazzini lo speaker Daniele Maffei si ritrova costretto a invitare il pubblico a spostarsi per consentire il passaggio dei carri, vuol dire che Burlamacco ha accolto la folla delle grandi occasioni. Del resto, si respirava aria di Carnevale già dal mattino, con le consuete tavolate dei figuranti dei carri – menzione d'onore per la porchetta del Carneval Corsaro, che aveva un aspetto meraviglioso e, immaginiamo, un sapore di ugual livello – e le sbicchierate in compagnia. E poi le code al palo 13 per una spuma rossa dello Sturla Bar o dalla Fauzia per una bomba alla crema o un bombolone con la panna, un must del Carnevale. Ha ragione un figurante del carro di Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi, citato come "Ciarle" fra i ringraziamenti sul retro: "Ma come fanno quelli che non stanno a Viareggio a vivere senza Carnevale?". Bella domanda. Meglio non immaginare come sarebbe.

 

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