Sicurezza
Murzi e la Capannina chiusa «Giusti i controlli sui locali»
L’amministrazione commenta il provvedimento del questore
FORTE DEI MARMI. Chissà che ne avrebbero pensato la Nella e Achille Franceschi della sospensione delle attività per dieci giorni imposta dal Questore di Lucca alla loro ormai novantaquattrenne Capannina. I tempi, però cambiano: il provvedimento, causa risse all’interno ed esterno del locale, è arrivato in seguito alla segnalazione dei carabinieri, integrata dagli ulteriori accertamenti svolti dal personale del commissariato di polizia di Forte dei Marmi.
E la notizia della temporanea sospensione di quello che è senza ombra di smentita il locale più antico del mondo non poteva, naturalmente, non arrivare fino ai piani alti del Municipio. «L’amministrazione comunale – ha commentato il sindaco Bruno Murzi – non può che essere soddisfatta se le forze dell’ordine eseguono pressanti controlli sulle attività commerciali, ritrovi e circoli. Ogni aspetto di illegittimità va giustamente sanzionato sperando che simili comportamenti non abbiano a verificarsi di nuovo. Di certo i controlli e le sanzioni servono a ricordare la necessità del rispetto delle regole. Ben vengano quindi».
Certo, dai nobili che assieparono per anni la vecchia capanna comprata per quattromila lire da un falegname dalla Nella Franceschi e trasformata poi nel suo capolavoro dal grandissimo Achille, fino ai frequentatori dei tempi recenti ce ne corre. Il locale nacque nell’estate del 1929. Le cronache raccontano che il giorno dell’inaugurazione in piena estate si videro ben dieci automobili – tutte Ispano-Suiza, Rolls Royce e Isotta Fraschini – ferme davanti a quella specie di tucul con i tavoli traballanti, le cassette per sedute e un tetto di frasche. Giorgio Giannelli nel suo “Almanacco versiliese” racconta che «le bottiglie furono esaurite in pochi minuti. E prima che l’improvvisato pranzo a base di pesce finisse, Achille aveva già ricevuto l’ordinazione per trenta coperti per l’indomani. Per entrare in quel recinto da selvaggi bisognava essere almeno conti».
Insomma un mito solidificatosi subito nell’immaginario delle notti versiliesi proprio grazie a quel genio di Achille Franceschi secondo sindaco del Forte, e autore anche del viale litoraneo, che dopo il disastro del mitico Grand Hotel ripartì proprio con quel capanno sulla spiaggia. A lanciarla fu il Conte Spalletti detto il Bell’Antonio, a cui si aggiunsero tutti i nobili che frequentavano la zona, compreso quel Marchese Negroni che insegnò al giovane barman della Capannina, Nico Lehnertz, quella bibita a base di bitter, gin e vermouth che prenderà poi il nome universale del suo nobile ideatore. I primi balli avvenivano al suono di un mitico Pansthrop Brunswich, il primo giunto in Italia, ma di lì a poco Franceschi chiede all’amico Raiola di ingaggiare a Parigi una vera orchestra.
Sotto quelle frasche ballavano e si ritrovavano i più bei nomi dell’Italia dell’epoca: dai Visconti al maresciallo Diaz, dal Duca della Vittoria ai Ruffo di Calabria e poi Italo Balbo, Curzio Malaparte, Edda Mussolini e Galeazzo Ciano e tantissimi altri, fino a quel 21 febbraio del 1939 quando tutto andò in fumo. E per dare il senso di cosa rappresentasse la Capannina per chi frequentava il Forte di quegli anni, basti dire che venne subito riedificata in soli sessantaquattro giorni nella forma che tutti oggi conosciamo: Achille assistette così dalla balconata alla serata inaugurale pochi giorni prima della sua scomparsa. A prenderne le redini fu il figlio Nevio che poi per altri 35 anni ne fu il re assoluto, fu lui che dopo la Liberazione dette al locale una dimensione planetaria. Grande amico di Gianni Agnelli salutò l’arrivo dei Pesenti, dei Barilla, dei Marzotto, dei Rizzoli e sempre lui fu quello che portò sulla scena della Capannina Bruno Quirinetta, Charles Trenet, Gilbert Becaud, i Platters, Maurice Chevalier Ray Sugar Robinson, Paul Anka, Armando Trovajoli Edith Piaf e tanti altri. Dal 1977 la Capannina sopravvissuta al mito dei Franceschi è stato il locale di Gherardo e Carla Guidi che lo gestiscono adesso che guarda ai suoi primi 100 anni.
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