Il lutto
Da Stiava al set della serie Rai "La porta rossa": «La Versilia è nel mio cuore, è casa mia»
Eugenio Krilov, 27 anni, massarosese, ha studiato all'Iti di Viareggio, ha iniziato a recitare per caso, a sedici anni
MASSAROSA. Dalla piccola frazione di Stiava al set della serie trasmessa il mercoledì sera su Rai 2 (da poco conclusa) dal titolo “La porta rossa”. È questa la storia di Eugenio Krilov, attore emergente di 27 anni che può già vantare diverse esperienze in campo cinematografico. Ha recitato insieme ad attori e attrici importanti come Riccardo Scamarcio, Cristian De sica, Emily Ratajkowsky e in “La porta rossa” ha condiviso le riprese con Lino Guanciale, Gabriella Pession e Valentina Romani.
Come è nata la sua passione per la recitazione?
«A sedici anni ho preso parte a un cortometraggio di due miei amici, Daniele ed Emanuele Ricci. Vestivo i panni di un personaggio che avrebbe fatto una brutta fine: morto per un colpo alla nuca. Questa esperienza amatoriale mi ha incoraggiato a scoprire il mondo della recitazione. A quel tempo, ero iscritto all’Itis di Viareggio, ma non ero molto entusiasta di quello che stavo studiando, anche se avevo una buona media scolastica».
Come ha coltivato il suo sogno?
«Finite le scuole superiori, mi sono trasferito a Roma dove ho avuto la possibilità di frequentare due accademie di recitazione. Lì ho conosciuto Mario Pizzuti, è il mio mentore, da lui ho imparato molto e mi aiuta ad affrontare ogni provino. Ho anche un’agenzia che mi segue».
È appena terminata la terza stagione de “La porta Rossa” serie tv in onda su Rai 2 in cui lei ha recitato. Che tipo di esperienza è stata, per lei?
«Abbiamo finito le riprese a dicembre 2021. Mi sono trovato benissimo con tutti, sia con gli attori che con la troupe. Mi sono sentito subito a mio agio e ho creato delle relazioni di amicizia che sto mantenendo; mi sento di dire che siamo una grande famiglia. In “La porta rossa” vesto i panni di un personaggio che non era presente nelle prime due stagioni: Andrea Donda, un ragazzo che ha un carattere un po' difficile e che per aiutare la mamma con i costi di casa finisce in brutti giri. Viene arrestato e poi cerca di rimediare».
L’ambientazione de “La porta rossa” è la città di Trieste, cosa ne pensa di questa città?
«Non c’ero mai stato, ma devo dire che è bellissima. I triestini ci hanno accolto a braccia aperte e anche con loro ho potuto instaurare dei buoni rapporti. Nel corso delle riprese, ho avuto un incontro ravvicinato con la bora. Ricordo ancora che per girare una scena, ho avuto grossi problemi a tenere i piedi a terra. Da tanto erano forti le raffiche di vento, sembrava di volare. La scelta di Trieste come ambientazione della serie è stata fatta per provare a rilanciare il turismo nel luogo e per far conoscere le bellezze racchiuse in questa città».
Qual è il suo attuale rapporto con Massarosa e la Versilia?
«Vivo tuttora a Stiava, mi reco spesso a Roma per lavoro, ma la Versilia è la mia casa. Già quando frequentavo l’accademia di recitazione, in estate, tornavo per lavorare durante la stagione. Ho fatto il cameriere e il lavapiatti per potermi mantenere gli studi. Qui ho la mia famiglia e tutti i miei amici, non so dove mi porterà la mia carriera, ma non dimenticherò mai le mie origini».
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
«A marzo uscirà il cortometraggio fantasy “Juggernaut” girato insieme ai miei amici Daniele ed Emanuele Ricci e verrà trasmesso in una sala cinema in Versilia. Io sarò uno degli attori protagonisti. Come ambientazione abbiamo scelto la Toscana. Le scene sono state girate in diversi luoghi di questa splendida regione. Abbiamo scoperto tesori nascosti, luoghi poco conosciuti e che si sono rivelati perfetti per le nostre riprese».
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