Il Tirreno

Versilia

Carnevale

Un grande Festival di Burlamacco. Vince la voglia di Carnevale genuino

di Simone Pierotti
Un grande Festival di Burlamacco. Vince la voglia di Carnevale genuino

Al concorso canoro, primo premio a Marchetti. Una serata indimenticabile

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VIAREGGIO. Il vincitore vero del Festival di Burlamacco, alla fine, è solo lui: Massimiliano Marchetti. La sua interpretazione del brano “Maschere” ha convinto la giuria presieduta da Maria Maddalena Adorni. Ma – e scusateci la frase un tantino retorica, ma retorica non è – sabato sera al Teatro Jenco hanno vinto anche la voglia di Carnevale, di un Carnevale più genuino e meno impostato, e l’orgoglio di tutta una città per il traguardo dei 150 anni. E dunque stavolta si meritano proprio un bell’applauso i Carnevalari, che dal 2007 organizzano ininterrottamente il Festival, e che hanno regalato due serate di festa tra risate e solidarietà. Festa, sì, ma anche emozioni. Come il toccante video iniziale, in cui scorrono le immagini di personaggi storici del Carnevale a cui abbiamo dovuto dire addio – carristi, attori delle canzonette, cantanti, majorette e speaker – sulle note di una cover di “Heroes” di David Bowie.

Sì, loro sono i nostri eroi. Ed è anche alla loro memoria che i Carnevalari hanno dedicato lo spettacolo andato in scena al Teatro Jenco venerdì e sabato: Andrea Paci, coadiuvato nella conduzione dalla figlia Viola e da Leonardo Bonuccelli, ha tenuto alla grande il palco leggendo la storia del Carnevale in sette monologhi. Tra ricostruzioni dei vari contesti storici e divertentissimi aneddoti, il direttore artistico non ha risparmiato importanti appelli alla città, come la salvaguardia del Cgc Viareggio e del suo prestigioso torneo mondiale di calcio giovanile, e bordate all’indirizzo dell'amministrazione comunale o della Fondazione Carnevale. Ma l’ha fatto con arguzia e intelligenza, senza scadere nella volgarità o nel populismo, toccando alcuni punti nevralgici. Inevitabile, poi, la satira sulla chiacchierata trasferta a Lucca del 5 febbraio, con Alessandro Bonuccelli – e chi se non lui, il famoso lucchese delle canzonette della Burlamacco ’81? – a interpretare il ruolo di Lucchetto, personaggio-simbolo di “Lucca in maschera”.

Travolgente, poi, il momento del gemellaggio con il Carnevale di Los Realejos, comune dell'isola di Tenerife. Veniamo al concorso canoro: ha vinto dunque Massimiliano Marchetti, al suo terzo successo dopo quelli del 2013 e 2020, che si porta a casa pure il Premio Tony Filippini per il miglior interprete. Al secondo posto Massimo Domenici con “Per sempre”, scritta assieme a Luca Del Carlo: la canzone ha vinto anche il Premio Pierino Ghilarducci per il miglior testo. Terzo Lorenzo Ghiselli con “Maschere e coriandoli”. Alla divertentissima scenetta d'accompagnamento ad “Aldilà dal molo” di Alberto Volpi, con i gatti “dal pelo extraliscio” (altra bordata per la Fondazione), il Premio Aurora Francesconi per la miglior performance. Menzioni speciali, infine, per i Los Tadio Serrado e Lucio Miele. Beneficiaria del progetto di beneficienza dei Carnevalari sarà la onlus FenomenAle, nata in ricordo di Alessandro Cecchi. Ci preme riportare le parole del vicepresidente Stefano Dinelli: «Celebriamo 150 anni di storia fatta dalla gente. La distanza fra istituzioni e Carnevale non conta, conta la risposta della gente». E ha ragione. Perché le Fondazioni passano, ma il Carnevale rimane. Ed è compito di 'velli di vì' continuare a scrivere questa storia.


 

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