Gioco
Via al Festival di Burlamacco: due sere di sberleffi e canzoni
Nel mirino dei Carnevalari la trasferta a Lucca e “La maschera ride” degli Extraliscio. Il direttore artistico Andrea Paci promette un’edizione all’insegna delle novità
VIAREGGIO. Che il Festival di Burlamacco preceda di una settimana o giù di lì l’inizio dei corsi mascherati è un fatto risaputo, tant’è che stasera e domani alle 21,15 andrà in scena al Teatro Jenco in Darsena. Epperò quest’anno verrebbe da dire che cade a fagiolo, pochissimi giorni dopo la presentazione de “La maschera ride”, la nuova canzone ufficiale commissionata dalla Fondazione Carnevale agli Extraliscio. Il brano, va detto, finora ha totalizzato oltre 16mila visualizzazioni in tre giorni su YouTube, ma senza scaldare i cuori di tanti viareggini. E siccome i Carnevalari, il movimento che dal 2007 organizza il festival, portano avanti la tradizione della musica carnevalesca, già immaginiamo un po’ di satira last minute sull’argomento. Partiamo, intanto, dalla formula dello spettacolo. A illustrarla è il direttore artistico Andrea Paci, ormai storico dj del Carnevale: «Non sarà riproposta la formula dello spettacolo ispirato, ad esempio, a “Star wars”, “Peter Pan” o “Ritorno al futuro” – spiega Paci, unico ad avere presentato finora tutte le edizioni del Festival – e nemmeno quella della serata di gala, ma porteremo in scena qualcosa d’inedito». E si capisce perché: tra otto giorni inizieranno i festeggiamenti per i 150 anni del Carnevale, anche se non si direbbe a giudicare dall’assenza di addobbi in giro per la città. «Nel corso della serata faremo vedere sette diversi video che racconteranno altrettanti periodi della storia del Carnevale – continua Paci – dalle origini al 1921, il periodo tra le due Guerre mondiali, dal Dopoguerra al 1960, dal 1961 al 1973, dal 1974 al 1980, dagli anni Ottanta agli anni Novanta e poi dalla fine del ventesimo secolo ai giorni nostri». Ogni contributo filmato sarà preceduto da un monologo, un po’ serio un po’ scherzoso, interpretato proprio da Andrea Paci, che racconterà aneddoti e curiosità sapientemente raccolti da Alessio Bianchi e Beppe Vannucchi. E poi, nel finale, l’immancabile canzone-parodia per fare satira politica in chiave locale: c’è da scommettere che si parlerà della tanto discussa trasferta del Carnevale a Lucca di domenica 5 febbraio. Avvicendamento tra i presentatori: Andrea Paci e Leonardo Bonuccelli saranno affiancati da Viola Paci, figlia del primo, che prende il posto di Martina Del Chicca e Vanessa Vannucci. Ma il Festival di Burlamacco è, prima di tutto, una competizione canora tra cantanti e autori più o meno emergenti. E allora andiamo a leggere i titoli delle canzoni che sentiremo stasera: “Musica e coriandoli” di Ciaramitaro, Del Carlo e Ghiselli, “Per sempre” di Domenici e Del Carlo, “Nuovi orizzonti” di Madonna e Petrucci, “Carnevale dei miracoli” di Santini, “Immagina” di Grossi, Donati e Cerri, “Nirvana” di Cima, “Una grande favola” di Biagini, Turri e Chicca, “Aldilà dal Molo” di Ferri, Tuccori e Volpi, “Sarà sempre Carnevale” di Ferri e Testi, “Maschere” di Pasquinucci, Bertuccelli e Paolinelli, “Filastrocca di Burlamacco” di Bindi, “Canzone del Carnevale” di Butrichi, “Centroamerica” di Bonuccelli, Casani e Dati, “Nessuna al Mondo” di Testi, “Viareggio è” di Domenici, Bertuccelli e Simonini e “È solo amore” di Biagini. La giuria, presieduta da Maria Maddalena Adorni, decreterà poi quali di queste canzoni saranno ammesse alla finalissima di domani. Durante le due serate sarà in vendita all'ingresso del teatro il cd con le sedici canzoni ammesse al Festival, più altre quattro – “Vado a Viareggio” di Zuccheddu, “Un nuovo sogno a Carneval” di Lucchesi e Lucchesi, “La mia favola di Carnevale” di Tomei, Albiani e Carli e “Viareggio sei tu” di Tassone e Di Fazio – volute dalla commissione giudicante. Il ricavato della vendita dei cd, dei gadget e dei biglietti, al netto delle spese, sarà devoluto in beneficenza. Dicevamo delle polemiche sulla nuova canzone ufficiale: va da sé che, come dimostra la storia, ci sono brani che finiscono prima nell'albo d'oro e poi nel dimenticatoio e altri che, pur non fregiandosi di tale titolo, rimangono incisi nella memoria collettiva. Dispiace, semmai, che si sia rotto quel legame tra Carnevalari e Fondazione andato avanti dal 2013 al 2019, periodo in cui la canzone ufficiale è uscita dal Festival di Burlamacco: la collaborazione sarebbe la soluzione ottimale per il bene della città, oltre che la più logica tenendo conto che Viareggio non è una metropoli. Eppure ci sembrano due mondi che non riescono più a comunicare fra loro: da una parte i “sovranisti” – chiamiamoli così – del Carnevale, dall'altra i fautori di una internazionalizzazione a tappe forzate che poi è l'altra faccia del provincialismo. Peccato, perché a perderci è il Carnevale.
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