Il Tirreno

Versilia

Niente rincari delle tariffe per le mense scolastiche

di Luca Basile
Niente rincari delle tariffe per le mense scolastiche

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PIETRASANTA. Mense scolastiche: nessun rincaro in vista per le famiglie. «Le tariffe resteranno invariate – fa sapere l’assessore Francesca Bresciani che così smentisce le voci che parlavano di un prossimo aumento a carico degli utenti – peraltro parliamo di tariffe, come tutte quelle che si riferiscono ai servizi a domanda individuale, stabilite dal Comune nel documento unico di programmazione e che una volta approvate non si possono modificare. Quindi il costo della mensa resterà sicuramente lo stesso per tutto l’anno scolastico fino al prossimo» certifica Bresciani. Servizio della refezione scolastica che anche nel prossimo triennio sarà gestito dalla Pietrasanta Sviluppo.

Un affidamento, quello alla società patrimoniale deliberato di recente dalla Giunta, che costerà alle casse del palazzo comunale 2 milioni e 918 mila euro spalmati appunto, sugli anni 2023, 2024, 2025. Una scelta, quella di Giovannetti&co, all’insegna della continuità: la Pietrasanta Sviluppo – che vede come amministratore unico Pietro Bertagna e porta in dote poco meno di 40 dipendenti – gestisce da tempo per conto della comunità vari servizi sul territorio, è società controllata dal Comune e non propone partecipazione di privati: da qui la sottoscrizione di un nuovo contratto per una delle attività, la mensa per gli studenti con centro cottura a Strettoia, fra le più importanti del territorio. Centro di cottura di Strettoia, supportato in parte dalla cucina del nido Scubidù riservata ai lattanti, che prepara ogni anno 175mila pasti con medie giornaliere che includono 78 pasti nei nidi, 300 nelle scuole dell’infanzia, 418 alle primarie e 181 per quanto riguarda i centri estivi. Fra le priorità del contratto, oltre al mantenimento del tariffario attuale a carico delle famiglie c’è il congelamento del costo dei singoli pasti a carico dell’ente. Con l’amministrazione Giovannetti che ha messo a fuoco alcune possibili economie di budget, a partire dall’anno in corso. Come quelle relative «alla spesa sul costo pasto a seguito di monitoraggio della situazione economica periodica e il mantenimento degli standard raggiunti in termini di utilizzo di prodotti bio come frutta e verdura, yogurt, legumi, olio evo per condimenti, sostituzione della carne chianina con carne di provenienza nazionale per venire incontro al gradimento degli utenti. E ancora il miglioramento della qualità degli impianti, delle attrezzature, dei locali destinati al servizio dove sono previsti investimenti per un totale di 36 mila euro» precisa la delibera.

Lotta anche agli sprechi e conferma «del coinvolgimento di tutte le varie componenti al processo di cambiamento». Con lo stesso amministratore Bertagna che però rimarca il fatto che «da 12 anni il contributo erogato dal Comune è sempre dello stesso importo ma nel frattempo i costi a nostro carico sono aumentati in modo significativo. Contributo che quindi sarebbe opportuno aumentare: d’intesa sempre col Comune abbiamo però deciso di aspettare e di tenere monitorato il fatturato e i costi delle materie. La priorità resta la qualità del servizio».
 

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