Sicurezza
Strade asfaltate e poi bucate. Il sindaco di Camaiore: «Leggi inadatte»
Le società di servizi intervengono in autonomia per i lavori
CAMAIORE. Il sindaco Marcello Pierucci all’attacco contro il decreto scavi: la legge ministeriale che consente alle società di intervenire direttamente e di fatto in autonomia sul fondo stradale con scavi per piccoli interventi, sta mettendo in difficoltà le amministrazioni locali, che da un giorno all’altro si vedono distruggere le strade senza sufficiente preavviso. «La situazione sta diventando insostenibile – commenta il sindaco –. Le società di sottoservizi sono autorizzate a intervenire sulle nostre strade, spaccando l’asfalto e rattoppandolo a lavoro finito. Non è colpa loro, ma di una legge fatta male, che, anziché snellire la burocrazia, distrugge la programmazione di un ente pubblico e il suo impegno quotidiano».
Il sindaco critica l'impossibilità di programmare lavori ordinari, come le asfaltature, senza la sicurezza che il mese successivo siano intatte. «Pochi giorni fa hanno rispaccato via Gasparini a Lido di Camaiore: una strada riqualificata da poco, bella e nuova, dove sorge la nostra pista ciclabile, riasfaltata l’estate scorsa. Decine di migliaia di euro spese per migliorare le nostre viabilità e dare decoro al territorio che vanno in fumo per una legge scellerata: l’hanno ribucata e hanno lasciato una toppa inguardabile, perché viene meno l’omogeneità dell’asfalto. È successo, oltre che in via Gasparini, anche in via D’Annunzio e in via Adua, tutte riasfaltate nel 2022».
«È necessario trovare una soluzione e ci stiamo impegnando, ma in ogni caso il problema sta nelle normative nazionali – continua il sindaco –. Nell’ultimo lotto di ciclabile su via Gasparini a Lido, abbiamo sentito preventivamente Gaia e abbiamo concordato la sostituzione delle tubazioni fognarie prima del nostro intervento di riqualificazione. Così riusciamo a lavorare bene e con coscienza, senza vanificare gli investimenti pubblici. Solo che poi la ribucano, magari per passarci la fibra. Ripeto, la colpa non è delle società, e alcune chiamano per avvisare, ma della legge ministeriale, inaccettabile nelle norme e nel metodo di attuazione. Sarebbe opportuno – conclude Pierucci – che le leggi nazionali promuovessero anzi una vera programmazione comune tra enti pubblici e società: loro ci comunicano le strade che vogliono fare nel lungo periodo e noi programmiamo le asfaltature di conseguenza, evitando che una strada da poco risistemata e riconsegnata come nuova alla cittadinanza debba essere rovinata poco dopo per sostituire tubazioni o impianti. Non si possono sprecare così soldi pubblici».
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