Gioco
Viareggio, il film dove i bambini si confrontano con i temi di genere non va bene: l'associazione lo fa ritirare da scuola
Per il gruppo “Non si tocca la famiglia” la pellicola scelta non è adatta ai minori di 13 anni. E la direzione lo sostituisce con "Lo chiamavano Trinità"
VIAREGGIO. La visione di un film considerato poco adatto agli alunni sotto i 13 anni, perché affronta tematiche legate al genere, viene ritenuta alla fine non più opportuna a scuola. Fino a suggerirne la sostituzione con un’altra pellicola.
Succede alle medie Viani. Dove la proiezione di “Tomboy”, prevista giovedì come da programma originale, è stata accantonata a favore di “Lo chiamavano Trinità”.
La notizia è emersa dopo che un’associazione, “Non si tocca la famiglia”, ha reso noto di aver segnalato l’inopportunità della proiezione di “Tomboy” ai ragazzi che frequentano le medie dell’istituto comprensivo del Marco Polo. Una circostanza non confermata dal dirigente scolastico Antonio Debidda, che invece conferma la decisione di non proiettare il film e di sostituirlo con “Lo chiamavano Trinità”.
Per capire il dilemma legato a “Tomboy”, bisogna sapere che il film, prodotto in Francia nel 2011, racconta la storia di una bambina di dieci anni che viene scambiata per un maschio e che decide di avvalorare questo fraintendimento comportandosi, appunto, come un bambino. Il film gioca, volutamente, sulla confusione tra la percezione che hanno gli altri della bambina, vista come un bambino, e i comportamenti di lei/lui e dei familiari. È un film che fornisce spunti di riflessione sull’identità di genere e che è stato premiato in alcuni festival, proprio per la sua caratteristica di racconto di qualcosa che sfugge alla catalogazione “ordinaria”. Per esplorare un universo poco conosciuto e sbarrato dai pregiudizi.
«Sarebbe stato veramente utile proiettare in una scuola media il film “Tomboy?”», si chiede Giusy D’Amico, presidente dell’associazione Non si tocca la famiglia, a cui si sarebbero rivolti alcuni genitori preoccupati per la prevista proiezione del film a scuola. «Quanto riguarda l’età evolutiva è estremamente complesso e non dovrebbe essere affrontato e presentato semplicemente attraverso un cineforum scolastico. Le tematiche affrontate nel film – prosegue il comunicato di Non si tocca la famiglia – lo rendono adatto ad un pubblico adulto, E quindi, sollecitati dai molti genitori che ci hanno contattato, abbiamo presentato alla scuola media la richiesta di sospensione».
Il dirigente Debidda non conferma di aver accettato la richiesta dell’associazione. «Il film “Tomboy” era presente nel programma e sarebbe stato proiettato regolarmente – dice Debidda – ma è emerso che alcune piattaforme cinematografiche lo ritengono non adatto sotto i 13 anni. È una tesi controversa, e non tutti i portali la condividono: tuttavia, per evitare che ci potessero essere discussioni, abbiamo deciso di non proiettarlo. Non entro nel merito di ciò che dice l’associazione, né sul film: dico solo che, se non ci fosse stato questo dubbio sul limite dei 13 anni, lo avremmo tranquillamente mostrato a tutti i ragazzi delle medie».
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