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Morì in ospedale, la Cassazione annulla il risarcimento alla moglie
Seravezza: Pasquino Paoli morì a 69 anni dopo essere stato ricoverato in Rianimazione
SERAVEZZA. Nessun risarcimento spetta alla moglie di un operaio seravezzino che morì, nell’estate 2003, dopo essere stato ricoverato all’ospedale Versilia. Così ha deciso una sentenza della Corte di Cassazione, annullando sia la sentenza del Tribunale civile di Lucca che quella della Corte d’Appello di Firenze. I giudici di primo e secondo grado avevano accolto la richiesta della moglie di Pasquino Paoli, assegnando un risarcimento di 180mila euro.
La vicenda della morte dell’uomo – che dopo essere stato visitato in Pronto soccorso ed essere stato ricoverato in Medicina, era spirato in Rianimazione dove era arrivato colpito da infarto – aveva avuto anche un risvolto in sede penale. A fine 2009, il giudice monocratico del Tribunale di Lucca assolse per non aver commesso il fatto tre medici finiti a processo con l’imputazione del reato di omicidio colposo, dopo la denuncia dei familiari di Paoli. Sentenza che non era stata impugnata ma nella quale – lo ricorda la Cassazione – era stato «ritenuto censurabile il comportamento dei medici (non conforme “alle regole di diligenza, perizia e prudenza a fronte del grave quadro di insufficienza respiratoria” di Paoli).
Dalle scelte della moglie di Paoli dopo la sentenza penale prende le mosse il giudicato della Cassazione, che ha visto contrapposti l’avvocato Enrico Marzaduri per l’Asl Toscana Nord Ovest (che aveva impugnato al sentenza della Corte d’Appello di Firenze), e il collega Lorenzo Neri a difendere le ragioni della moglie del defunto. «L’azione civile proposta in sede civile non ha investito la posizione dei sanitari assolti in sede penale», così la sentenza di Cassazione, terza sezione civile, «ma è stata intentata nei confronti della Asl Toscana Nord Ovest, ossia della struttura sanitaria (l’Ospedale Versilia) presso la quale fu ricoverato il coniuge e presso la quale operavano i medici assolti in sede penale». Asl che era «assente dal giudizio penale», viene ricordato.
Su queste basi, dettagliamente motivate sul piano giuridico, la Corte di Cassazione ha annullato il risarcimento alla moglie dell’uomo deceduto.
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