Il Tirreno

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Commercio

Chiude l’alimentari di “Agù”: era l’ultimo rimasto a Corsanico

di Matteo Rossi
Augusto Rossi nel suo negozio in una foto del 2005
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Augusto Rossi nel suo negozio in una foto del 2005

Fu fondato ottant’anni fa dal bisnonno di Augusto Rossi, ultimo titolare

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MASSAROSA. Con la fine del 2022 chiude la storica bottega di alimentari di Augusto Rossi a Corsanico. È stata un punto di riferimento per gli abitanti della frazione e per i numerosi turisti che ogni estate decidono di trascorrere le loro vacanze nelle strutture ricettive del paese. Un’attività che dura da più di ottant’anni e che si è tramandata fra generazioni. Il primo proprietario fu Liseo Simonini, bisnonno di Rossi, poi il nonno Semme Simonini, per arrivare ai genitori Idamo Rossi e Luana Simonini.

«Quando sono nato, la bottega esisteva già – racconta Augusto Rossi –, inizialmente era un bar alimentari, poi abbiamo scelto di mantenere solo la parte alimentari con prodotti freschi e a lunga conservazione. La decisione è stata presa soprattutto per una questione igienica perché a quei tempi, si parla ormai di oltre trent’anni fa, nei bar si poteva fumare e a noi non piaceva l’idea di vendere prodotti come salumi e formaggi nello stesso locale in cui potevi accenderti una sigaretta. Con il passare degli anni – continua – abbiamo cambiato diversi fondi commerciali. Sono in questo locale da febbraio del 2002».

Rossi ha tre figli: Gianmarco, Federico e Alice e nessuno dei tre ha deciso di portare avanti l’attività di famiglia. «I miei figli – continua Rossi – hanno intrapreso giustamente altre strade, questo negozio non può garantire loro un futuro. Sono molti i motivi che concorrono alla progressiva chiusura delle botteghe di paese: la grande distribuzione, lo spopolamento dei piccoli centri e le vendite online sono solo alcuni. Nel mio caso, da quando sono state chiuse le scuole elementari di Corsanico ho avuto una grossa perdita. Ogni mattina – ricorda – avevo molti bambini davanti al bancone strepitanti in attesa decidere quale focaccia prendere per la merenda. Poi le mamme si fermavano a prendere il pane e a fare un po' di spesa per casa. Tenevo anche una piccola parte di cartoleria: quaderni, matite, cancelleria in modo che se a qualche studente mancasse qualcosa avrebbe avuto la possibilità di trovarla. Con la chiusura della scuola è cambiato tutto».

In estate e nei periodi di festa il lavoro aumenta grazie ai turisti. «Proprio in questi giorni – racconta Rossi – è venuta in negozio una ragazza danese che alloggia spesso a Corsanico ed è rimasta sconvolta dalla notizia della mia imminente chiusura, si è addirittura emozionata. Sono piccoli gesti ma per me hanno un significato enorme e danno valore all’impegno che ho messo nella mia professione per tutti questi anni».

La bottega di Augusto Rossi è sempre stata un luogo di ritrovo per molte casalinghe della frazione di Corsanico. «Ormai andare a comprare il pane da Agù (nome con cui lo chiamano in paese, ndr) era diventato un appuntamento fisso della routine giornaliera – racconta Mariarosa Rossi, una delle clienti più fedeli –; lì ti mettevi seduta a fare due chiacchiere con le altre donne che venivano a fare la spesa. Un bel momento di spensieratezza. In molti non abbiamo la possibilità di spostarci e la bottega era un punto di riferimento. Ci trovavi di tutto, dalle pile alle lampadine, dai detersivi ai mangimi per animali, fino al banco gastronomia con ottimi prodotti di qualità. Mancherà a tutto il paese».


 

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