Il lutto
In 16 comprano all’asta un dipinto di Cardoso prima dell’alluvione
A scovare il quadro è stato il dottor Maurizio Bertellotti, che oltre a esercitare il ruolo di medico di famiglia nel comune di Stazzema è un grande appassionato di arte e soprattutto del pittore Filadelfo Simi
STAZZEMA. Il quadro è stato battuto da una delle case d’asta più importanti di Firenze, la Galleria d’arte Pananti. L’autore del piccolo dipinto, “Campanile a Cardoso”, è Giovanni Lomi, e risale agli anni ’40. Si tratta di uno scorcio della frazione di Stazzema, gran parte distrutta – e poi ricostruita – dall'alluvione del 1996. In particolare è ritratta la parte del paese alta, e a sinistra si intravede il casamento (che adesso non esiste più) dove morirono la maggior parte delle 13 vittime causate dalla calamità naturale.
A scovare il quadro è stato il dottor Maurizio Bertellotti, che oltre a esercitare il ruolo di medico di famiglia nel comune di Stazzema è un grande appassionato di arte e soprattutto del pittore Filadelfo Simi, di cui ha realizzato la casa museo – lo Studio Simi – a Stazzema. Il quadro è stato battuto a un cifra di 875 euro. Era partito da una base d’asta di 600.
Bertellotti ha creato un gruppo di persone che hanno partecipato all’acquisto di una quota dell'opera, che è dipinta con olio su tela riportata su cartone, e misura 39 per 28 centimetri. I sottoscrittori sono lo stesso Bertellotti e la moglie Anna Fini Bertellotti, lo Studio Simi, i titolari della farmacia di Pontestazzemese Alessandro, Massimo e Tito Gasperini, la dottoressa Anna Rita Fiaschi, Maluquin Nives (che ha partecipato in memoria dell’imprenditore della Pietra del Cardoso, Carlo Battelli), Rodolfo e Tulio Pierotti della pizzeria Il Cardo, Sonia Santarelli, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, l’assessore alla cultura Serena Vincenti, il musicista residente a Cardoso Luca Pieruccioni e la signora Federigi, e Francesca Canci della famiglia Vincenti titolare dell’impresa della Pietra del Cardoso.
La loro intenzione è stata quella anzitutto di riportare, simbolicamente, il quadro a casa. «Si tratta di un’opera d’autore macchiaiolo-labronico di una certa importanza – spiega il dottor Bertellotti – è certamente una piacevole occasione per porre l’attenzione sulla tragedia dell’alluvione ma anche per ricordare che il territorio stazzemese è sempre stato oggetto di interesse per gli artisti itineranti, alla ricerca di scorci di ambiente e personaggi. In particolare molti erano attratti dal Monte Forato. Pensavamo di poter avere il quadro prima di Natale ma il contrattempo di un mega ingorgo a Osmannoro, nei giorni scorsi, mi ha fatto arrivare a Firenze ben oltre l’orario di chiusura della Galleria, che sarà chiusa per ferie ormai fino al 9 gennaio».
Giovanni Lomi oltre che un pittore era anche un tenore di Livorno, nato nel 1889 e morto nel 1969. «L’intenzione – spiega Bertellotti – è esporre il dipinto in un luogo pubblico, come il Palazzetto della Cultura di Cardoso. E magari di fare una presentazione. Anche se il quadro è nostro, va però considerato di tutti. Sono felice di aver trovato tutte le persone che ho contattato entusiaste di partecipare a questo acquisto».
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