Sicurezza
Super bollette del gas per chi ha meno: stangata nelle vecchie case popolari di Viareggio
Deserta la gara da oltre 17 milioni per l’efficientamento energetico
VIAREGGIO. Bollette da 900 euro per il solo gas, e quindi il riscaldamento, nelle case popolari di Viareggio (a fronte di affittida 50 euro) la cui costruzione risale agli anni Settanta: è uno degli elementi emersi ieri nel corso dell’incontro pubblico organizzato al circolo “Il Fienile”dal Partito democratico, in collaborazione con Articolo Uno e che ha visto – tra gli altri – anche la partecipazione di Tiziano Nicoletti per “Spazio progressista”. Abitazioni che – ha sottolineato l’ex assessora al sociale Federica Maineri – «avevano e hanno un gran bisogno di efficientamento energetico».
Un tema toccato con forza anche dal presidente della Provincia di Lucca e sindaco di Capannori, Luca Menesini: «Sappiamo il bonus 110% a quale fascia di popolazione è andato. Il bonus è andato incontro alle esigenze di un ceto medio-alto, andando ad aumentare le diseguaglianze. Si è registrato, insomma, il fallimento di questo strumento là dove c’era più bisogno». Parole, quelle di Menesini, basate su quanto accaduto proprio per le abitazioni popolari di Viareggio: la gara da 17 milioni e 130.160 euro bandita da Erp per la “Riqualificazione energetica e il consolidamento antisismico di 11 fabbricati Erp Comune di Viareggio-Quartiere Bonifica e Quartiere Vetraia mediante benefici fiscali legge 77 /2020” è infatti andata deserta.
Se così non fosse andata, 167 appartamenti Erp del Varignano avrebbero potuto essere riqualificati. La base di gara prevedeva che 11 milioni e 918.240,06 euro fossero destinati a «interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, riqualificazione, su edifici e manufatti esistenti». Un milione e 303.247,44 euro era il costo stimato per Impianti di riscaldamento gli «impianto di raffrescamento, climatizzazione, trattamento dell’aria-impianti meccanici di distribuzione fluidi, impianto solare termico». Altri 684.307,50 euro, infine, erano necessari alla voce «impianti elettrici, impianti di illuminazione, telefonici, di rivelazione incendi, fotovoltaici, a corredo di edifici e costruzioni di importanza corrente, singole apparecchiature per laboratori e impianti pilota di tipo semplice».
Un’opera fondamentale, dunque, che avrebbe davvero cambiato la spesa energetica per le famiglie che abitano le case popolari della città. In una Regione Toscana – è il dato fornito ieri dall’assessore regionale Serena Spinelli, presente all’incontro al “Fienile” – «ci sono quasi 275mila famiglie con un reddito al di sotto dei 16mila euro».
Interpellato dal Tirreno sulla gara andata deserta, il presidente e amministratore delegato Andrea Bertoncini, spiega: «In base alla norma che riguarda gli Erp, entro il 30 giugno 2023 avremmo dovuto aver fatto il 60% dei lavori. Le imprese di zona, con quello che è accaduto nel mercato del credito, hanno detto non ce la sentiamo. E così alla fine è stato anche per l’azienda che avrebbe potuto esercitare la prelazione, Dal canto nostro abbiamo dovuto chiedere garanzie stringenti perché se l’intervento non viene completato dobbiamo portare i libri in tribunale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
