Italia
Addio al ristoratore Lorenzo Berni. Da Forte dei Marmi fino al locale per via a Hyde Park
Era figlio di una famiglia nota a Forte. È morto ad Arzachena
FORTE DEI MARMI. Lorenzo non è sopravvissuto al suo ristorante, ed entrambi, si può ben dire, sono entrati nel mito. Parliamo di Lorenzo Berni, classe 1928, scomparso qualche giorno fa ad Arzachena, un fortemarmino che ha significato per decenni la grande ristorazione italiana a Londra, e esempio unico di volontà e spirito imprenditoriale.
Berni era partito proprio dal Forte per fare fortuna. I genitori avevano lo storico Caffè Colonna di fianco al Fortino, chiuso dai fascisti nel 1922 – come ricorda Giorgio Giannelli nel suo Almanacco Versiliese - e Lorenzo li segue poi sulla spiaggia al ristorante Aurora, nei pressi dell’odierno Bagno Roma. Con lui anche i fratelli e in particolare Berno - il più leggendario dei tuffatori dalla Mancina del Pontile - che poi aprìrà la Pensione Berna e il Bagno Bernina al Cinquale. Con la Guerra Lorenzo sale sui monti, è nella formazione partigiana di Lalle Berti, ma poi si arruola nella Quinta Armata Usa con cui partecipa allo sfondamento della Linea Gotica.
Finita la guerra però Lorenzo si imbarca come lavapiatti sulla motonave norvegese “Skaubryn", assieme ad altri trentacinque ragazzi del Forte, – e sembra già una favola – ma nel 1951, da solo, sbarca sulla costa inglese per vedere Londra.
E con la capitale inglese è il colpo di fulmine, tant'è che per tornarvi, qualche anno dopo si imbarca di nuovo come cameriere e poi cambusiere. Finché nel 1963 decide di tornarvi definitivamente e assieme ad un amico cuoco napoletano, apre il suo ristorante, il "San Lorenzo".
Sorte condivisa peraltro anche da un altro fortemarmino Giampiero Biagi, con cui Renzo aveva condiviso la vita di bordo. In quello stesso anno sposa la sua cameriera Mara Lasillier, che diventerà una delle colonne del locale che è a due passi da Hyde Park, al 22 di Beauchamp Place. E così la favola diviene sempre più leggenda: il “Times” festeggiando il 25° anniversario del locale, lo definisce «una delle grandi istituzioni di Londra», Insomma non si è vip se non si va a mangiare da Lorenzo che continua, peraltro, a servire tanti piatti versiliesi e ad accogliere i clienti con la cucina in piena vista.
I grandi registi si siedono ai tavoli, e arriva anche Sofia Loren nel mezzo delle riprese de "La contessa di Hong Kong" con Charlie Chaplin e tutti i di lui familiari. E sempre Sofia accompagna lì Peter Sellers che a sua volta ci torna con l’amico Lord Snowdon e la Principessa Margaret. Un successo travolgente, che addirittura fa cambiar pelle al quartiere, sempre più chic. Al "San Lorenzo" sono di casa i Rolling Stones, i Beatles, e tante teste coronate compresa la fortemarmina Paola Ruffo di Calabria, per non dire dei reali inglesi, da Filippo di Edimburgo, ai figli Anna e Andrew e alla Principessa Diana, protagonista di una lunga e affettuosa amicizia con la moglie di Lorenzo. A tavola dai Berni giungono anche i Presidenti Cossiga e Scalfaro (che anni dopo nominano lui e la moglie cavalieri del lavoro). E non mancano nemmeno i grandi del calcio, Pelè Vialli e Zola sono di casa e perfino la Nazionale inglese vi festeggia il rientro dai Mondiali con il mister Eriksson. Ora la favola è finita, il San Lorenzo è chiuso, e Lorenzo non ha voluto sopravvivergli.
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