Sicurezza
Disturbano la messa di comunioni e cresime Santini si indigna
La Diocesi: «È stato momento di gioia e festa»
LIDO DI CAMAIORE. Tre parrocchie lidesi riunite sabato scorso – Cristo Re, Spirito Santo e Sacro Cuore – per celebrare comunioni e cresime di una trentina di bambini e ragazzi di entrambi i sessi, alla presenza del vescovo di Lucca, Paolo Giulietti, e la cerimonia si trasforma in un caso sollevato attraverso Facebook. «Non ho mai assistito in tutta la mia vita a una cerimonia più incasinata di questa», dichiara Alessandro Santini, esponente della Lega in Versilia. Che non risparmia niente, nel raccontare cosa ha vissuto nella giornata che lo vedeva padrino di un cresimando: «I mercati generali del pesce sono più tranquilli e silenziosi. Sembrava di essere alla peggior sagra paesana di terz’ordine. La gente non comprende il valore dei sacramenti ai quali assiste: figuriamoci quindi se sa partecipare con educazione e rispetto».
Al Tirreno Santini racconta: «Un bambino ha fatto una boccaccia di disgusto, vista da tutti, quando ha ricevuto l’ostia; e un altro ha detto che l’olio della cresima puzzava. Ma non arrivano preparati dagli adulti ai sacramenti?». Santini racconta anche che dal microfono sono arrivati alcuni richiami da parte del parroco del Cristo Re, parrocchia del Secco: «Ha detto espressamente “ricordatevi che siete in chiesa”». E in richiami si sono spesi anche i catechisti.
Poi il politico versiliese aggiunge: «I genitori sono così distanti da Dio e dai Sacramenti, figuratevi voi come crescono i figli: al pascolo come se si fosse ad una normale festa di compleanno. Ognuno che chiacchiera col vicino, che ride e scherza senza pensare alla solennità e sacralità del momento vissuto». Per poi concludere: «Gesù cacciò i mercanti dal tempio: se avesse potuto, sabato c’avrebbe cacciati tutti».
Il Tirreno, ieri pomeriggio ha cercato il parroco della chiesa che ha ospitato l’evento, quella del Sacro Cuore a Lido di Camaiore, il quale ha risposto di telefonare a don Angelo, parroco della chiesa del Secco, «il quale ha organizzato la cerimonia».
Al telefono con il Tirreno, però, don Angelo non vuole parlare: «No comment», risponde secco al cronista che dà lettura delle affermazioni di Alessandro Santini che ha vissuto dal vivo la cerimonia contestata.
Dalla Diocesi di Lucca, invece, sul caso sollevato da Santini viene sottolineato: «La celebrazione è stata un momento di gioia e di festa con tanti bambini e ragazzi, e questo solo è quello che conta».
Momento di festa e non solo, perché il vescovo di Lucca ha colto l’occasione per una omelia molto legata alle contingenze della cronaca internazionale e nazionale, toccando con le sue parole il tema del no ai totalitarismi.
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