La protesta
Fiamme alla Boutique del cocomero e alla pasticceria Puccinelli: le fiamme dal fuoco di una senzatetto per scaldarsi
Portata in ospedale una donna senza fissa dimora trovata nei pressi del chiosco: per scaldarsi accende fuochi dove trova rifugio
VIAREGGIO. Principio di incendio, ieri nel primo pomeriggio, alla Boutique del Cocomero, chiosco della pineta di Ponente che dà sulla via Amerigo Vespucci. Le fiamme hanno avvolto la base in gomma del chiringuito, che è stata danneggiato in parte, compresi i cavi elettrici dell’impianto della televisione. Per fortuna che le fiamme non hanno interessato la struttura tutta il legno, altrimenti i danni sarebbero stati ingenti. Ad accorgersi di quanto accaduto è stato il padre della titolare Francesca Checca Poliziani, il quale – anche se l’esercizio commerciale con la fine dell’estate resta chiuso per alcuni mesi invernali – ogni giorno passa dal chiosco per sincerarsi che non ci siano brutte sorprese, visto che anche di recente era stato già preso di mira.
«Su chi sia stato ieri ad appiccare il fuoco abbiamo un sospetto, ma non una certezza», racconta Checca Poliziani: «Però quando sono stati danneggiati degli ombrelloni all’esterno del chiosco, mio padre ha sorpreso sul posto una donna, nota in città, che vive e dorme all’aperto. Su questo non ci sono dubbi: purtroppo si tratta di una persona che andrebbe controllata, e non lasciata liberamente circolare in giro, perché è un pericolo. Adesso che è arrivato il primo freddo, la notte accende dei fuochi per scaldarsi: l’altra sera lo ha fatto in pineta, davanti al chiosco Vascolandia, e anche in questo caso con il rischio di poter arrecare danni. Successivamente lo ha fatto all’esterno del nostro chiosco. Siamo nella pineta di Ponente, e poi i chioschi sono tutti in legno, quindi prendono fuoco facilmente. È intervenuta la polizia di Stato per le indagini di rito».
Nella giornata di oggi la titolare del chiosco andrà a sporgere denuncia, e non sarà sola, spiega: «Insieme alla collega della pasticceria Puccinelli (a pochi passi da chiosco di Poliziani, ndr) presenteremo una denuncia. Ci appelliamo però alle varie autorità, al Comune stesso, all’Asl affinché intervengano per cercare di trovare una soluzione a questa situazione. Questo è un caso a rischio come quello del palazzo alla Migliarina dove, domenica pomeriggio è stato appiccato il fuoco a una cantina. Anche in quel caso ho letto che c’è apprensione da parte dei residenti per una situazione a rischio».
Martedì sera, la stessa persona sospettata dell’incendio a chiosco di via Vespucci, ha acceso un fuoco di fuori della pasticceria Puccinelli. «Sono state danneggiate delle tende esterne», spiega la titolare Alessia Puccinelli: «Martedì avevamo il turno di riposo, e di solito vengo alla pasticceria a controllare che non ci siano problemi, Così mi sono resa conto che avevano acceso un fuoco. Poi dobbiamo convivere quasi ogni giorno con una donna che viene nel negozio e sputa ai clienti, si rinchiude del bagno. Nella parte dove abbiamo l’isola ecologica abbiamo dovuto mettere un cancello, perché tutte le notti veniva e rovesciava i bidoni dei rifiuti. Ora ne metteremo un altro per evitare che possa entrare la notte. Dorme fuori della pasticceria, accende il fuoco e fa tutto quello che vuole. Sopra di noi ci sono degli appartamenti: ci siamo rivolti in più occasioni alle forze dell’ordine, quindi la situazione è conosciuta. Auguriamoci solo che venga trovata una soluzione, perché così non si può andare avanti. Anche nel giorno di riposo siamo infatti costretti a dover venire a controllare l’esercizio commerciale per queste situazioni a rischio».
La donna sospettata di avere appiccato il fuoco è stata trovata dai poliziotti nei pressi del chiosco. E, viste le sue condizioni alterate, sono state chiamate a intervenire l’auto medica e una ambulanza, ed è stata trasportata al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia per le cure del caso. Ma anche questo diventa un problema: chi dorme in strada e si trova molto spesso in condizioni di alterazione che lo portano a essere aggressivo, arriva in Pronto soccorso in mezzo a chi ha necessità di cure ed è in attesa e scarica il proprio stato sui sanitari in servizio. Una situazione insostenibile per chi è chiamato a prendersi cura degli ammalati.
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