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Pietrasanta

Crollo del muro, l’ira del sindaco. «Avevo sollecitato il curatore»

di Luca Basile
Crollo del muro, l’ira del sindaco. «Avevo sollecitato il curatore»

Nel 2020 c’era stato il cedimento del tetto, ma nessuno è intervenuto

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PIETRASANTA. C'è un precedente che impone una valutazione, se possibile, ancora più accurata sullo stato di salute del vecchio laboratorio del marmo che ha visto andare in frantumi, due giorni fa, una porzione di muro e fabbricato. Due anni fa, aprile 2020, a cedere era stata una parte del tetto dello stesso laboratorio che si trova all'interno dell'ex area Pierotti. Crolli, cedimenti, detriti che tracimano, storia recentissima, lungo via del Castagno, distruggendo due auto e non provocando danni, solo per favorevoli incroci del destino, alle persone. Oggi a gestire le sorti di quello stesso immobile è un curatore fallimentare. «Incontri, telefonate, solleciti, per poi assistere impotenti al disastro di martedì sera. Non è ammissibile una cosa del genere, qui c'è l'incolumità pubblica e spero che quanto accaduto spinga chi di dovere ad agire velocemente, al di là delle lungaggini giudiziarie che nulla c'entrano con la sicurezza delle persone e il decoro di un territorio», sono le parole del sindaco Alberto Giovannetti che aggiunge: «Giusto un mese fa avevo parlato con il curatore fallimentare sollecitare una rapida definizione della questione su quel complesso che già nel 2020 avevo posto all'attenzione della vecchia proprietà sotto il profilo della sicurezza».

Giovannetti si riferisce all'ordinanza dell'11 aprile di due anni fa, trasmessa anche alla prefettura di Lucca che imponeva alla società immobiliare La Madonnina «di provvedere alla realizzazione delle opere previsionali necessarie per mettere in sicurezza l’immobile», all'indomani dell'ampio e vistoso cedimento di una porzione del tetto, sul lato nord, che si era verificato causando il crollo, sulla strada, di tabelle e tegoli. «L'intervento ci fu – ricorda Giovannetti – con la certificazione, da parte di un perito, delle opere realizzate». A seguire l'avvio dell'esecuzione fallimentare, con il subentro di un curatore fino al crollo improvviso di martedì che lastrica di dubbi e domande l'intera questione: l'edificio era considerato in sicurezza per quanto certificato dalla vecchia proprietà? Visto lo stato dell'edificio erano stati eseguiti nuovi e successivi controlli? Perché è stato consentito il parcheggio rasente l'immobile?

«Il crollo a cui abbiamo assistito è figlio della miopia degli ultimi vent'anni di politica pietrasantina. Diversamente l'amministrazione si sarebbe imposta, attraverso le pianificazioni che si sono succedute, superando l'inerzia del privato ed evitando che un fabbricato si riducesse in tale degrado esponendo la pubblica incolumità a grosso rischio. Invitiamo l’amministrazione a valutare eventuali immobili pericolanti nel territorio e a farli mettere in sicurezza. A maggior ragione se di proprietà comunale, come l’ex maneggio della Versiliana», è il pensiero di Giulio Battaglini e Michele Balderi, FdI. Nel frattempo, ieri, una volta sgomberati i detriti da terra, sono state disposte diverse misure di viabilità: la porzione di via del Castagno verso l' Aurelia resterà chiusa e sarà vietata la sosta lungo il perimetro dello stabile, anche sul lato di via Santini (fino all'incrocio con via del Castagno) e sul braccio di collegamento nord-sud di via del Castagno, «finché la curatela fallimentare, tramite un tecnico incaricato – precisa il Comune – non certificherà l'intervenuta messa in sicurezza del fabbricato».


 

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