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Nautica, Cna interroga la Regione: «Per la crescita c’è bisogno di strategie e governance. Subito»

Nautica, Cna interroga la Regione: «Per la crescita c’è bisogno di strategie e governance. Subito»

Giannecchini: ««Si deve andare oltre, verso un distretto giuridico che abbia più cogenza. La Cna può avere un ruolo da protagonista in questo scenario. Da troppo tempo, diciamo dalla fine della passata amministrazione regionale, sulla nautica è piombato un silenzio imbarazzante»

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VIAREGGIO. «Serve una politica chiara e definita per la nautica, sia per le infrastrutture che per il lavoro. Soprattutto, serve, a livello toscano ancor più che locale, un indirizzo preciso sui distretti tecnologici messi in campo dalla precedente amministrazione della Toscana. La Regione si faccia avanti: esprima quella che è la sua posizione sui distretti, indichi la sua politica per il settore della nautica».

Niente giri di parole. Va subito al sodo Andrea Giannecchini, presidente provinciale di Cna, anche lui imprenditore del comparto nautico di cui Viareggio è una capitale riconosciuta, e di cui tutta la Toscana porta alto il nome. Un settore importante anche per i numeri degli addetti: diciassettemila in Toscana fra dipendenti diretti e indiretti (secondo i dati della Cgil), di cui seimila soltanto fra Viareggio e la Versilia.

Giannecchini chiama in causa la Regione affinché faccia sentire la sua voce, affinché esprima la sua posizione, perché il suo – sottolinea il numero uno della Cna provinciale – è un ruolo fondamentale per impostare il futuro del settore. A maggior ragione con un mercato che sta crescendo in tutto il mondo: e Viareggio è al primo posto per la produzione di mega yacht, con una ricaduta che sta facendo la fortuna non solo dei grandi cantieri ma anche delle piccole e medie imprese dell’indotto.

Secondo il presidente della Cna, che la nautica viareggina e toscana attraversi da tempo una congiuntura favorevole, che dia lavoro e produca imbarcazioni di altissima qualità non basta per guardare al futuro con slancio e sicurezza.

«La nautica ha bisogno di una governance – sottolinea infatti Giannecchini –, di un distretto che sancisca strategie dal punto di vista tecnologico e industriale. La Regione può ricavare dei modelli direttamente dai distretti esistenti, magari dando loro una veste nuova. Devono essere individuati gli attori in campo e chi tiene il timone: ritengo che questa sia l’emergenza che più si fa sentire nel settore nautico. Si sente molto, sempre di più, la mancanza di uno strumento istituzionale: un nuovo modello organizzativo che aiuti la Regione a fare scelte strategiche».

Giannecchini prosegue: «Si deve andare oltre, verso un distretto giuridico che abbia più cogenza. La Cna può avere un ruolo da protagonista in questo scenario. Da troppo tempo, diciamo dalla fine della passata amministrazione regionale, sulla nautica è piombato un silenzio imbarazzante. Il salto di qualità si rende necessario, bisogna farlo studiando un modello nuovo di governance e di sviluppo, anche perché la velocità e le modalità con cui questo settore sta crescendo sono davvero senza precedenti».

E conclude sottolineando con convinzione che «una politica industriale che poggia su un rapporto tra pubblico e privato può funzionare: personalmente credo molto in questa formula».




 

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