Il Tirreno

Versilia

L’indagine

Inchiesta sui rifiuti a Pietrasanta, la Procura: «Così pilotavano le gare»

di Donatella Francesconi
Una  spazzatrice dell’azienda grossetana Ecopolis
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Una spazzatrice dell’azienda grossetana Ecopolis

Pietrasanta, sono 13 gli indagati che hanno 20 giorni di tempo per difendersi. Secondo gli inquirenti c’erano aziende che venivano a sapere prima di altre i requisti dei bandi pubblici

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VIAREGGIO. La gara da 483mila euro, bandita da Ersu – società dei rifiuti interamente pubblica che serve tutti i comuni della Versilia, tranne Viareggio – per una spazzatrice elettrica prevedeva, per il mezzo da acquistare, requisiti e caratteristiche identici a quelli del mezzo che il viareggino Vincenzo Maria Picardi (agente di commercio nel settore) e Leonardo Lazzerini, amministratore delegato della grossetana Ecopolis Srl avevano portato a Ersu per una dimostrazione. Lo si legge nell’avvio di conclusione indagini firmato dal sostituto Procuratore della Repubblica, Enrico Corucci, che conta 13 indagati tra Ersu e società private che vendono/noleggiano mezzi per il servizio rifiuti e spazzamento.

Ma non solo. Perché la Ecopolis sarebbe stata «informata preventivamente delle esigenze» di Ersu, il che avrebbe permesso – scrive il pm – di «anticipare l’approvvigionamento del bene che poi sarebbe stato oggetto della gara, anche allontanando gli altri offerenti».


Secondo il quadro ricostruito dalle indagini della Procura di Lucca, la figura di Vincenzo Picardi emerge come quella di una gente di commercio che sapeva muoversi perfettamente e bruciando tutti i tempi nell’ambito del proprio lavoro. Tanto da «ottenendo già ad aprile 2021, da persona rimasta ignota, notizie sulla volontà di Asmiu (società dei rifiuti di Massa, ndr) di volersi approvvigionare di tre spazzatrici». Lo stesso Picardi – secondo le accuse dalle quale ha venti giorni per difendersi portando atti e/o facendosi ascoltare dal magistrato – avrebbe fatto da tramite tra Ersu e l’amministratore delegato di Ecopolis. «Recandosi da Asmiu», scrive ancora il pm, «prima della pubblicazione della gara» e «concordando gli appuntamenti». A Lazzerini, Picardi avrebbe comunicato che Asmiu aveva bisogno anche di una macchina per un noleggio breve. Così che all’azienda massese sarebbe arrivata a stretto giro una proposta di Ecopolis per l’offerta a noleggio nei mesi estivi della spazzatrice necessaria ad Asmiu.

Un modo di agire che, secondo la Procura di Lucca e le risultanze delle indagini, si sarebbe ripetuto con modalità identiche in occasione della gara d 180mila euro bandita dalla società Aer-Ambiente energia risorse Spa di Rufina (Firenze).

Uno degli elementi sui quali punta l’attenzione l’inchiesta è la tempistica delle “trattative” in relazione a quanto, poi, veniva stabilito dalle gare in materia di “premi” per la tempestiva consegna dei mezzi per i quali era preventivata la spesa. In una delle gare considerate dalle indagini, Ecopolis raggiunge «la valutazione di 69 punti su 70 disponibili, relativamente all’offerta tecnica, raggiungendo quasi il massimo risultato ottenibile in tutte le sezioni, compresa l’assegnazione del massimo punteggio relativo ai tempi di consegna».

Un quadro – quello ricostruito dagli inquirenti – mal digerito dalle imprese che partecipavano alle gare, veniva escluse e facevano ricorso. Aziende alle quali sarebbe stato detto da alcuni degli indagati che i mezzi loro necessari sarebbero stati disponibili fuori tempo massimo per non incappare nelle penali fissate dalle gare.

In tutti i casi le accuse del pm vengono formalizzate in modo analogo: «Con mezzi fraudolenti e collusioni turbavano il regolare funzionamento della gara e ne allontanavano gli offerenti, e comunque turbavano il procedimento diretto a stabilire il contenuto del bando al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente».

La società Ersu ha fatto sapere di «ribadire la correttezza del comportamento dei dipendenti interessati ai quali conferma la propria piena fiducia nell’operato degli stessi. Con la chiusura delle indagini, le parti confidano di poter avere un confronto con la Procura in merito ai fatti ancora sottoposti alla sua attenzione, fornendo ogni ulteriore chiarimento per dimostrare la legittimità dell’attività dei propri dipendenti».

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