Il Tirreno

Versilia

Dopo l’incendio

«Siamo tornati a produrre olio dopo il disastro di Massarosa», la Tenuta Mariani riparte con la stessa passione

«Siamo tornati a produrre olio dopo il disastro di Massarosa», la Tenuta Mariani riparte con la stessa passione

L’agriturismo aveva perso 600 piante secolari nel devastante incendio avvenuto a luglio. Il titolare: «Ci hanno offerto 1.280 olivi ed eccoci qui. Ma sugli aiuti è ancora tutto fermo»

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MASSAROSA. Quel liquido gustoso che ha il colore dell’oro, e che rappresenta la storia delle nostre colline, ha fatto di nuovo capolino nella Tenuta Mariani. Non è un miracolo, solo frutto del lavoro: perché la nota azienda agricola e agriturismo tra Bozzano e il Massaciuccoli, soltanto quattro mesi fa, aveva perso 600 olivi secolari. Bruciati assieme a due ettari di terreno (più il bosco) nel devastante incendio che si è portato via un intero patrimonio ambientale e culturale.

«Abbiamo cercato di far tornare tutto alla normalità – spiega Ido Mariani, titolare della Tenuta – L’azienda sta lavorando, noi tutti stiamo lavorando per questo. Per fortuna la produzione dei vigneti non è stata intaccata dall’incendio, e quindi le vendemmie sono proseguite senza sosta. Gli unici intoppi sono arrivati da una stagione calda, ben oltre le medie tradizionali».

Discorso diverso, come detto, per l’olio. Qui, per ripartire, è servita una maxi-offerta di 1.280 olivi. «Dopo il disastro – racconta Mariani – siamo stati tempestati da offerte di chi ci proponeva la gestione in affitto dei propri oliveti. Abbiamo avuto proposte da Pietrasanta, Camaiore e Lucca. Onestamente abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta, perché il numero di offerte era superiore alle nostre possibilità. Abbiamo, perciò, rifiutato almeno sei-sette ipotesi, considerato che a volte ci venivano prospettati appezzamenti piccoli o logisticamente scomodi dal nostro punto di vista. A un certo punto abbiamo optato per un terreno di un ettaro e mezzo a San Macario a Lucca, che abbiamo quindi aggiunto ai nostri quattro ettari di oliveti rimasti. L’oliveto era ancora in stato produttivo: di fatto siamo ripartiti con gli stessi quantitativi di prima dell’incendio». L’olio, tra l’altro, è di buona qualità. «Quest’anno il caldo forte si è fatto sentire in tutte le colture – prosegue l’imprenditore massarosese – Anche i nostri oliveti hanno sofferto molto la siccità. Abbiamo avuto una resa più bassa, ma la bella stagione ha fatto sì che le olive fossero più sane e non intaccate dalla mosca olearia. E quindi la qualità è buona. Stiamo continuando ancora a raccogliere nei terreni lato Lucca». Non mancano le soddisfazioni anche per la produzione vinicola: la Tenuta Mariani è stata protagonista di recente al Wine art festival di Merano, in Alto Adige: «Il nostro settore spumanti e vini sta andando a gonfie vele – continua Mariani – a Merano siamo stati premiati con il nostro Sangiovese rosé metodo classico. La nostra bottiglia ha ottenuto 90 punti su 100».

Restano, però, dei punti interrogativi. Il primo riguarda i danni subiti dalle fiamme. «Siamo in attesa di capire cosa fare, e se avremo degli aiuti economici. Le associazioni di categoria non ci hanno ancora fatto sapere niente. Per adesso è tutto come prima. Naturalmente faremo la nostra parte per quanto riguarda la ripulitura dei residui bruciati delle piante». E poi c’è la questione del rischio idrogeologico, che Mariani ha ben presente: proprio a Bozzano, dove abita lui, c’è stato il primo fenomeno legato al maltempo. «Siamo preoccupati dal rischio alluvione, ma anche dall’assenza di progetti per riqualificare i nostri boschi. Il fatto che si creino i primi danni non appena cade pioggia un po’ più forte non ci fa ben sperare. Al di là di tutto, la vita va avanti, il lavoro va avanti e la passione è sempre la stessa. Nonostante l’incendio, si sta per chiudere un anno importante. A livello turistico, le nostre colline stanno andando alla grande».

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