Gioco
Venduta storica villa a Roma Imperiale: fu anche degli Agnelli
Fu costruita nel 1924 da Matilde Paladini, figlia dell’ammiraglio Morin e moglie dell’ammiraglio Paladini
FORTE DEI MARMI. Un’altra villa da sogno venduta in questi giorni in quel di Roma Imperiale, stavolta però non si tratta solo della solita villa di grande pregio e qualità: è la storica Villa La Bonaccia, che sorge proprio all’esordio di via Nizza all’angolo con viale Morin, che fu costruita nel 1924 da Matilde Paladini, figlia dell’ammiraglio Morin e moglie dell’ammiraglio Paladini.
I due illustri uomini di mare, va anche detto, che furono tra i primi a credere in quella parte di Forte dei Marmi al confine con la Versiliana – Roma Imperiale per l’appunto – destinata col tempo a diventare celebre e super vip. Tant’è che l’ammiraglio Morin all’inizio del Novecento, sempre lì realizzò la neorinascimentale Villa Costanza, venduta poi nel 1926 a Edoardo Agnelli, figlio del senatore Giovanni fondatore della Fiat. Villa La Bonaccia risale dunque al 1924 quando entrò in voga lo stile razionalista e modernista di cui questa prestigiosa costruzione è un bell’esempio. Adesso sarebbe passata di mano per una cifra vicina ai 10milioni di euro e ad acquistarla sarebbe una cittadina russa.
Per capire però il valore di Villa La Bonaccia basta ripercorrere ciò che ne ha scritto Maria Adriana Giusti, architetto e storico, già alla Soprintendenza di Pisa dal 1980 al 1998, nel suo enciclopedico “Ville segrete a Forte dei Marmi”. «Un’eclettica mediazione di linguaggi distingue la Villa Bonaccia, costruita nel 1924 da Matilde Paladini, figlia dell’ammiraglio Morin – scrive Giusti – la sua architettura è esemplare perché segna il passaggio dagli stilemi dello storicismo rètro alla ricerca di forme e materiali intonati all’ambiente. Il corpo compatto dell’edificio si distingue per la tessitura del paramento in pietrame sciarbato a calce, con gli angoli sottolineati da pilastrate in conci di pietra e laterizio. Questo motivo disegna i due bowindow che fuoriescono dal corpo principale. Quello d’angolo, rigidamente addizionato, corrisponde all’asse diagonale dell’ingresso, annunciato dalla piccola loggia sostenuta da esili colonnine di marmo. L’aspetto solido e perenne della casa sembra fare da contrappunto alla vita di mare che segna il destino della famiglia. Anche all’interno – conclude Giusti – l’arredo ricorda i materiali caldi delle navi, i solai in legno e i mobili ottocenteschi di gusto inglese tra i quali si scoprono frammenti di memorie gelosamente conservate, come le sculture della padrona di casa che effigiano volti familiari (busto dell’ammiraglio Frasca cugino del Morin), i quadri a soggetto marino, l’album di foto che racconta la vita di spiaggia al Forte».
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