Sopralluoghi sul territorio per verificare i lavori anti alluvione
La sindaca Barsotti: «Materiali al sicuro, non ostruiranno più i canali». Felci nate nei luoghi dell’incendio, «Se piove, fermeranno il terreno»
MASSAROSA. L’amministrazione comunale sui luoghi dell’incendio per capire a che punto siano le ditte incaricate di eseguire i lavori di bonifica del territorio e dei corsi d’acqua. Dopo l’esondazione di Bozzano avvenuta nella notte fra il 3 e 4 novembre, con il fango che ha trascinato via auto, inondando giardini e invadendo abitazioni, i cittadini hanno palesato dubbi e perplessità sui lavori di messa in sicurezza del territorio finanziati dalla Regione Toscana. Molti materiali bruciati, infatti, sono stati portati a valle dalle acque piovane e hanno ostruito i canali, causando un evento alluvionale, il secondo, dopo quello avvenuto in via Polla del Morto. I sopralluoghi sono avvenuti a Bozzano al fosso del Borrone, a Massarosa in località Polla del Morto e nella frazione di Montigiano, le stesse zone dichiarate a forte rischio idrogeologico dopo la furia dell’incendio.
La delegazione presente in loco era composta dalla sindaca Simona Barsotti, l’assessore alla protezione civile Fabio Zinzio, l’assessore all’ambiente Mario Navari, due geologi del Comune e il dottor Battelli per la forestazione in carico alla Regione.
«Le squadre stanno facendo un ottimo lavoro – rivendica la sindaca Barsotti – gli uomini stanno mettendo in sicurezza tutti i corsi d’acqua più importanti partendo dalle zone collinari e boschive, attraverso il taglio delle legna e lo sgombero dei detriti residui bruciati. Gli operatori hanno instaurato una buona collaborazione anche con i proprietari dei terreni. Dopo che il materiale è stato accumulato e reso fruibile per il trasporto, viene portato in un altro sito in sicurezza, in modo da non diventare pericoloso raggiungendo la valle attraverso le piogge. Inoltre – continua – abbiamo potuto constatare la nascita di una nuova vegetazione di felci che potrà impedire lo scivolamento dei detriti all’interno dei fiumi».
A Bozzano, i cittadini, commentando l’esondazione, hanno più volte affermato che era un pericolo annunciato e poteva essere evitato. «Capisco – sottolinea Barsotti – che dai centri abitati sia difficile avere la giusta percezione di quello che è stato fatto finora dalle ditte nelle zone boschive colpite dall’incendio. Ma bisogna essere realisti e se non ci fosse già stato tutto questo lavoro pregresso, l’evento di Bozzano poteva essere molto più violento e causare danni ancora più ingenti». I lavori di bonifica non sono ancora finiti. «C’è ancora bisogno di tempo per poter mettere in sicurezza definitivamente i territori, le squadre stanno lavorando su tutti i fronti. Durante queste operazioni – conclude – sono state anche individuate strade tagliafuoco utili per prevenire gli incendi, una di queste sale dalla Polla del Morto e raggiunge Montigiano. Anche questi percorsi dovranno essere puliti e liberati in modo che possano essere utilizzati per ogni possibile evenienza».
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