Gioco
Ottanta 14enni a scuola un’ora in più per seguire la lezione di filosofia
Al Chini grande successo dell’iniziativa: il corso aggiuntivo durerà per l’intero anno scolastico. È sperimentale, dedicata a due indirizzi
LIDO DI CAMAIORE. Alzi la mano chi vuole seguire un’ora di lezione in più, filosofia per la precisione, e filosofia proposta ai quattordicenni per dirla proprio tutta. Ottanta le mani alzate per accettare la proposta del liceo “Chini-Michelangelo” diretta agli studenti delle prime classi degli indirizzi Scienze umane ed Economico-sociale. I ragazzi incontreranno lo studio della filosofia a partire dalla terza liceo, quando verranno loro contati i crediti del corso seguito in prima e seconda. Un primo approccio – spiegano la dirigente scolastica Monica Biagi e la professoressa Maria Cristina Berti – sulla base di alcune esperienze nazionali presentate nel corso di un campo estivo organizzato dall’Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa. «I temi», spiega Berti, «sono quelli del partire da se stessi, del come noi possiamo lavorare su noi stessi per poi entrare in sintonia con gli altri. Si lavora sull’io per poi diventare noi. Con l’approccio destinato a un 14enne/15enne». Gli insegnanti che seguono i gruppi in cui gli 80 partecipanti sono stati divisi sono i professori Cristiana Querci e Augusto Aldizzi. I quali, prosegue Berti, «si sono messi in gioco e hanno coinvolto i ragazzi». Si sono già tenuti i primi incontri «e i due insegnanti raccontano che i ragazzi sono contentissimi e si mettono in gioco. Sono gli studenti stessi che costruiscono la lezione».
Durante le ore di lezione – il corso aggiuntivo durerà per l’intero anno scolastico – gli studenti che hanno scelto di seguirlo lavoreranno anche su testi, e su temi come quello delle differenze di genere. «Il singolo corso», sottolinea la professoressa Berti, «viene segnato dal gruppo, dai pensieri dei ragazzi, dai loro bisogni».
Tra gli iscritti, la maggior parte sono ragazze al primo “tuffo” nella scuola superiore: «Ma solo perché il nostro è un liceo a maggioranza femminile», ricorda Berti. All’interesse degli studenti ancora freschi di scuola media si è aggiunto quello dei genitori: «Quando abbiamo presentato il corso alle famiglie, i genitori hanno chiesto si vi fosse un’iniziativa analoga anche per loro». Una esigenza che deriva – spiega Berti – dal fatto che «la filosofia sta vivendo un grande momento, basta pensare ai tanti Festival che in Italia sono dedicati al tema».
In questo senso, la peculiarità innovativa della sperimentazione consiste «non solo nel creare un potenziamento della disciplina filosofica, prassi ancora considerata pionieristica nel panorama dell’offerta formativa italiana», sono le parole della scuola, «ma ancor più nell'idea di introdurre una disciplina che non compare tra le materie curricolari del biennio. Nell’ottica di un potenziamento non già di materie di studio, ma come propedeutica all’intero quadro formativo».
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