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Il ritorno del Carnevaldarsena. «Festeggeremo malgrado tutto»

di Simone Pierotti
Il ritorno del Carnevaldarsena. «Festeggeremo malgrado tutto»

Il vicepresidente del rione Summonti: dovremo fare i conti con l’aumento del gas e delle materie prime, a partire dal polpo, che comunque non mancherà

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VIAREGGIO. Al solito, due notizie – una buona, l’altra un po’meno. La buona notizia è che, a distanza di quasi tre anni dall’ultima edizione, tornerà il Carnevaldarsena: c’è stato pure l’annuncio delle date via social, da venerdì 17 a martedì 21 febbraio, e l’entusiasmo tra i viareggini ha subito raggiunto altezze siderali. Quella meno buona è che il consiglio direttivo presieduto da Massimiliano Pagni dovrà fare i conti con il rincaro delle bollette, in particolar modo quella del gas, e l’aumento dei costi in generale, dalle materie prime ai fornitori. Ma il vicepresidente Alessandro Summonti lo promette: «Vogliamo fare la festa e la faremo, seppur tra mille incertezze».

Incognita bollette

Le incertezze riguardano soprattutto le utenze. «Più che l’elettricità a noi preoccupa il gas, di cui facciamo un ampio uso – spiega Summonti – al momento non è stato possibile avere dei preventivi precisi: possiamo soltanto azzardare delle stime basandoci sulle spese effettuate nel 2020, ma di sicuro gli aumenti saranno sostanziosi». Non al punto da mettere a rischio il rione più amato dai viareggini, però: «Ripeto, la nostra volontà è di farlo, verrebbe da dire, a tutti i costi, costi che dovranno però essere ripensati alla luce dei vari rincari».

Il caro polpo

E Summonti non si riferisce solamente a quello dell’energia: «Sono aumentate anche le materie prime, basta andare a fare la spesa al supermercato per rendersene conto». Il polpo, l’ingrediente che per storia e tradizione è il marchio di fabbrica – e di garanzia – del Baccanale, «è raddoppiato: costa molto e rende poco, perché quando vai a cuocerlo si restringe parecchio. Nel nostro menu c’è il polpo marinato da solo, senza aggiunta di patate o altro, quindi a chi viene a cenare alle nostre cucine abbiamo sempre dato porzioni un po’ più abbondanti. Ed era sottoprezzo già prima della pandemia, figuriamoci adesso». Ma come, il Carnevaldarsena e la trabaccolar cooking senza il suo piatto forte? «Ci sarà, ci sarà – rassicura Summonti – però dovremo trovare una formula che preveda dei costi ragionevoli e accessibili». Anche perché – non ci stancheremo mai di ricordarlo – il Carnevaldarsena è una festa a ingresso libero, portata avanti con grande dedizione da decine di volontari e che basa la sua economia sulle cucine. Nella speranza, oltretutto, che per cinque sere di fila la pioggia non rovini tutto.

Il ruolo degli sponsor

Ancor più che in passato, dunque, sarà fondamentale il contributo dei tanti sponsor che nel corso degli anni hanno sostenuto la festa di via Coppino: «Il loro apporto, che finora è stato straordinario, rivestirà un’importanza vitale: ci auguriamo che chi ci ha sempre aiutato continui a credere nel rione così come speriamo di trovare anche nuovi sponsor. A febbraio saranno celebrati i centocinquant’anni del Carnevale di Viareggio e anche noi vogliamo contribuire al successo dei festeggiamenti». Fermo restando che a qualche spesa si dovrà pur mettere mano.

La festa malgrado tutto

Una cura dimagrante, ma senza rinunciare a certe prelibatezze che hanno reso celebre il Baccanale anche al di là dei confini cittadini: «Non abbiamo certezze sui costi, a parte che saranno nettamente superiori rispetto all’ultima edizione. Ci saranno molti aspetti da valutare, dunque. Però il Carnevaldarsena ci sarà. E pure il polpo». Guai se non fosse così. Pulpo o muerte.


 

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