Il Tirreno

Versilia

L’iniziativa

L’idea per fermare i bulli: telecamere sui bus e alle fermate

di Donatella Francesconi
L’idea per fermare i bulli: telecamere sui bus e alle fermate

A bordo dei mezzi sarà montato un bottone rosso per le chiamate di emergenza, il progetto di Autolinee in accordo con sindacati e istituzioni

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VIAREGGIO. Telecamere sui bus e alla fermate degli autobus per proteggere personale e utenti del servizio di trasporto pubblico da vandali e bulli: è il progetto che Autolinee Toscane, gestore del trasporto pubblico locale in tutta la regione, conta di presentare alla fine di novembre, in accordo con i sindacati, le Prefetture e la Regione Toscana. Il mezzo pubblico – che dovrebbe essere sempre più incentivato a salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo – viene percepito troppo spesso dai più giovani come strumento di mobilità per “sfigati”. Così, soprattutto nelle grandi città, negli spostamenti tra le periferie e il centro accade che i passeggeri debbano fronteggiare vandali e bulli. Nelle città più grandi anche della Toscana (in Lombardia il fenomeno riguarda a largo raggio anche metropolitane e ferrovie locali), così come a Viareggio.

Dove gli autisti impegnati sulle linee più “calde” (quelle dirette a Varignano, Bicchio e Torre del Lago) hanno chiesto all’azienda di installare sugli autobus una protezione che li divida dallo spazio dedicato ai passeggeri. È della fine di settembre l’episodio più eclatante: un autista di Autolinee è stato atteso alla fermata da un gruppo di giovani armati di spranghe. La sua “colpa” è stata quella di aver fatto scendere – il giorno prima – dal bus che guidava un gruppo di giovanissimi che non indossavano la mascherina all’epoca ancora prevista.

Ma è accaduto anche che a passeggeri anziani sia stato dato fastidio fisicamente, con i ragazzi che si affiancano di posto o si mettono davanti e cominciano a disturbare e a mettere paura al malcapitato/a che non è in condizioni di difendersi. Per chi si è intromesso anche con un semplice «ma che state facendo?» la risposta non si è fatta attendere: «Fatti i c...zi tuoi». Senza contare i calci e i pugni ai mezzi, finestrini compresi.

Da un paio d’anni oltre alla questione dei bulli sugli autobus, a Viareggio, si pone anche quella della biglietteria di piazza D’Azeglio diventata luogo di ritrovo e bivacco di un numeroso gruppo di giovani e giovanissimi. Che imperversano anche nel tratto di Passeggiata che va dal Molo fino alla stessa piazza D’Azeglio: «Alla Zattera fermano anche le auto che cercano di parcheggiare», racconta il consigliere comunale Marco Dondolini che annuncia: «Su tutti questi fatti ho chiesto un incontro al Prefetto di Lucca, dal quale andrò con il gruppo consiliare».

Tra le questioni che Autolinee sta esaminando con Prefetture e sindacati, anche quella dell’installazione di un bottone rosso per le chiamate di emergenza, posto a portata di autista. Richiesta di aiuto che deve essere ben regolamentata, affinché si attivi quando c’è un’emergenza reale per chi guida il bus o per chi vi è trasportato. Anche perché gli organici delle forze di polizia sono quello che sono e, almeno per il momento, non sono previsti aumenti significativi. Nel frattempo Autolinee Toscane fa la propria parte: all’orario di chiusura della biglietteria di piazza D’Azeglio personale e passeggeri trovano il conforto di un addetto della vigilanza privata.

Un progetto, quello che Autolinee Toscane conta di avere pronto per la fine di novembre, che va a servire anche i territori sui quali viene installata una videosorveglianza utile anche per le forze di polizia.


 

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