Il Tirreno

Versilia

Io, malata di tumore in difficoltà «Mi hanno complicato la terapia»

di Matteo Tuccini
Io, malata di tumore in difficoltà «Mi hanno complicato la terapia»

Sfogo di una paziente dopo la chiusura del laboratorio farmaceutico del Versilia «Oggi mi servono due giorni per fare quello che prima facevo in uno solo»

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VIAREGGIO. I cambiamenti, grandi o piccoli che siano, hanno sempre il loro peso quando si sta affrontando la più grande delle avversità: la malattia. Perché se si ha bisogno di tutte le proprie forze, anche perderne un rivolo può significare molto.

«La chiusura del laboratorio farmaceutico, che dall’ospedale Versilia è stato spostato a Massa, mi ha complicato la terapia. E quindi la vita». A parlare è una donna col tumore al seno, che è in cura all’ospedale e che è stata direttamente interessata da questo cambiamento. Non ne rendiamo pubblica l’identità, per motivi di privacy legata alla sue condizioni di salute. «Ma la mia testimonianza, che io voglio rendere nota, deve servire a far capire cosa significa modificare i servizi sanitari. E le conseguenze sui pazienti che queste modifiche comportano», spiega la paziente.

«Ho scoperto di avere un tumore al seno nel 2014 – racconta la donna – Con recidiva individuata nel 2019. Tra l’altro non operabile. Però sto seguendo una terapia con gli anticorpi monoclonali che sembra possa dare i risultati sperati. L’ultimo esame di accertamento è stato negativo, quindi una buona notizia almeno per il momento».

La terapia finora era sempre stata preparata dal laboratorio farmaceutico del Versilia.

«Una volta ogni 21 giorni – prosegue la paziente – dovevo andare nel reparto di oncologia, sottopormi ai prelievi di sangue, fare la visita con lo specialista e, se tutto era ok, procedevamo con la terapia. In pratica la faccenda durava dalle 7,30 alle 12,30 circa: cinque ore, in una sola mattinata. Che prendevo di permesso dal lavoro».

Dal 5 ottobre il laboratorio che prepara i farmaci per le cure antitumorali all’ospedale Versilia è stato chiuso: la motivazione ufficiale fornita dall’Asl è stata che c’era bisogno di lavori di ristrutturazione per poter garantire spazi e procedure più sicuri. L’attività è stata trasferita all’ospedale di Massa, secondo l’Asl in maniera temporanea. I sindacati sostengono che, in realtà, il trasferimento è definitivo, per motivi di risparmio.

Fatto sta che la procedura è stata modificata. E, secondo la donna che si è rivolta al Tirreno, «ci sono state delle complicazioni. Al netto del personale che deve riorganizzarsi, e che giustifico nella maniera più assoluta, di fatto ci mettiamo due mattinate per fare una cosa che prima si risolveva in una soltanto».

Lei stessa racconta come si svolge adesso la terapia: «Mi sono presentata in oncologia alle 7,30 e mi hanno inviato alla preospedalizzazione, a piano terra, dove vengono eseguiti i prelievi di sangue. Poi ho fatto la visita con il medico specialista e mi hanno detto che sarei dovuta tornare il giorno seguente, anche a metà mattinata, intorno alle 10,30 (il farmaco ora deve arrivare da Massa, ndr). Ma la mattina dopo, mentre ero al lavoro prima di andare in ospedale, mi hanno telefonato: “Scusi, lei non viene?”. Così sono corsa al Versilia per fare la terapia, che in genere impiega due ore».

La paziente considera passeggero «il disguido sull’orario: possono esserci delle incomprensioni tra operatrici, sono persone che si danno da fare. Tutto il resto, però, mi è sembrata una complicazione che mi crea problemi anche con il lavoro, visto che devo chiedere due mattinate di permesso invece di una. Vi garantisco che come me ci sono tante altre persone, che sono a disagio con questo cambiamento, e che devono pure giustificarsi con il loro datore di lavoro».


 

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